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Le relazioni tra Grecia eAlbania sembrano avere di mezzo il caso sospeso dei çam

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  • albertinobe
    Radio Radicale, Passaggio a Sud Est a Cura di Roberto Spagnoli Le corrispondenze sulle relazioni tra Grecia e Albania sembrano avere di mezzo il caso sospeso
    Message 1 of 4 , May 2, 2008
      Radio Radicale, "Passaggio a Sud Est" a Cura di Roberto Spagnoli

      Le corrispondenze sulle relazioni tra Grecia e Albania sembrano avere
      di mezzo il caso sospeso della popolazione Çama
      Purtroppo se il passato nasconde delle ingiustizie storiche ci
      dovrebbe essere per forza un futuro corretto ad aggiustarle per
      ottenere alla fine, dopo la giustizia, una pace permanente. Citando
      questa filosofia che è anche nostra, radicale, e per arrivare al
      concreto, vorrei informare gli ascoltatori sulla visita, giovedì
      scorso, del presidente della repubblica Greca, Karolos Papoulias
      nella città di Paramithia, nel nord della Grecia, per partecipare ed
      onorare l'anniversario di un evento storico accaduto il 29 settembre
      1943, quando i nazisti, durante la seconda guerra mondiale,
      fucilarono 49 consiglieri Greci.

      Nonostante il fatto che né i notiziari greci, né i discorsi
      pronunciati in occasione dell'anniversario, abbiano menzionato il
      caso dei Çami, i testi di storia nelle scuole greche lo insegnano ai
      giovani greci: si trattò di un evento tragico in cui i nazisti,
      collaborando con dei cittadini Greci dell'origine Çama (Cham), hanno
      condannato e fucilato dei patrioti greci. E secondo questi testi
      storici, fu proprio questo massacro, storico per la Grecia, paese
      membro dell'Unione Europea, che causò l'odio greco nei confronti
      della popolazione Çama (Cham) accusata di collaborazionismo con gli
      occupatori nasi - fascisti, e nel giugno 1944 con la forza furono
      cacciati dalla Çameria circa 44.000 cittadini Greci d'origine Çama
      (Cham) e religione musulmana.

      Ma, facendo riferimento a quella parte della storia che riguarda il
      rapporto tra greci ed i Çami (Chams) albanesi, bisogna affermare che
      quell'evento fu il pretesto di un vero genocidio contro una
      popolazione innocente, della quale non furono risparmiati né donne,
      né bambini, né anziani greci, appartenenti alla popolazione musulmana
      Çama (Cham). Per di più, a questa popolazione furono altrettanto
      confiscati sia i beni mobili sia immobili, terra, abitazioni,
      bestiame e arredi domestici. E per dare voce alla ragione scientifica
      storica, e non a quella politica e manipolata, bisogna affermare che
      la Grecia, durante la sua storia, ha trattato tradizionalmente i
      cittadini d'appartenenza musulmana come Turchi, cioè come nemici
      storici, e ha sempre usato ogni possibilità per mandarli fuori del
      territorio Greco. Soltanto durante il periodo tra il 1921 e 1926 vi
      furono diverse deportazioni della popolazione albanese Çama (Cham) di
      religione musulmana in quanto risposta alla deportazione della
      popolazione greca dell'Asia minore durante la rivoluzione turca
      guidata da Kemal Ataturko.

      Ritornarsi nell'ultimo evento di Paramithia
      Inoltre, all'evento di Paramithia "stranamente", la parte della
      popolazione Çama (Cham) di religione ortodossa non ha avuto lo stesso
      destino di quella musulmana anche se erano della stessa popolazione
      accusata e condannata come collaborazionista.

      Tornando all'ultimo evento, dobbiamo affermare che anche se nei
      discorsi pubblici del Presidente Greco Papoulias a Paramithia, sia
      stato evitato il riferimento alla collaborazione dei Çami con i
      nazisti, per la prima volta, dalla fine della Seconda Guerra
      Mondiale, un presidente della Repubblica Greca partecipa alla
      celebrazione di quest'anniversario a Paramithia, regione di
      Thesprotia nella Grecia del Nord ai confini con l'Albania! Fonti
      giornalistiche Greche, oppure politicamente vicino ad Atene, pongono
      la visita del presidente greco a Paramithia in connessione al caso
      dei Çami. E, infatti, citano un evento accaduto nell'aprile 2002,
      quando scoppiarono due bombe nella metropolitana di questa città ed
      alla stazione della polizia. Anche se le autorità greche hanno
      arrestato e condannato due giovani greci in quanto autori
      dell'accaduto, i sopra citati media, ignorando che
      nessun'organizzazione dei Çami ha proclamato la responsabilità di
      quegli atti violenti, e rilevando artificialmente che tutto è
      accaduto nei territori dal quale sono stati cacciati i Çami, le
      autorità Greche hanno reagito cosi per motivi tattici!

      Dal punto di vista giuridico non si potrebbe garantire nessuna delle
      scelte, ma dal punto di vista politico, la cosa certo è molto
      significante. Questa visita presidenziale a Paramithia dovrebbe aver
      trovato le vere ragioni nelle ultimi organizzazioni legali e
      democratici dei Çami in Albania. Questa popolazione oramai si è
      raggruppata, oltre nell'associazione ed in un Istituto degli Studi
      della storia della Çamëria, che hanno status di un'ONG, anche in un
      partito politico. Partito che si è chiamato "Per la Giustizia ed
      Integrazione Europea", che oltre a svolgere il proprio ruolo nei
      confronti di tutti i cittadini albanesi, mira all'ottenimento di due
      cose principiali per la popolazione Çama (Cham): il diritto alla
      restituzione della proprietà ed al risarcimento di tutti i danni
      patrimoniali, ma anche il diritto dell'ambivalenza di cittadinanza,
      sia quella greca, che gli è stato negato tramite un decreto legge
      durante il regime comunista del dittatore Enver Hoxha; che
      quell'Albanese che oramai godono d'anni.

      I veri spunti in Albania
      Infatti, la ragione che ha fatto sì che la popolazione dei Çami
      (Chams) si decidesse nell'organizzarsi anche come partito politico,
      bisogna dire, ha trovato spunto dopo che una risoluzione parlamentare
      nella scorsa legislatura, depositata da alcuni deputati del centro
      destra Albanese, appena stava per essere approvata dalla maggioranza
      dei deputati, e' stata bocciata dopo l'intervento forte del partito
      della Unione dei Diritti Umani, cioè della minoranza greca in
      Albania, e secondo fonti giornalistiche, anche dopo un intervento
      forte di Atene nei confronti dell'ex Governo di Fato Nano.

      Un altro dato di fatto che potrebbe aiutare gli ascoltatori a capire
      meglio questa fotografia veloce radiofonica, sarebbe anche l'ultima
      iniziativa politica del partito dell'Unione per i Diritti Umani e
      dell'Associazione OMONIA, dei minoritari greci in Albania, che
      domandano una nuova registrazione della popolazione in Albania. Fin
      qua niente di male, ma essi vogliono questa registrazione per avere
      la fotografia etnica e religiosa della società. Noi non possiamo
      affermare che fanno una tale richiesta spinta dall'ignoranza oppure
      dalle cattiverie, però avanzare tale richiesta all'unico stato della
      regione Balcanico, auto-dichiarato laico sin dalla proclamazione
      dell'indipendenza dopo la caduta dell'Impero Ottomano, e che è
      riconosciuto internazionalmente di un equilibrio storico religioso,
      certo che ti dovrà fare riflettere bene.

      La corrispondenza del 29 d'ottobre 2005

      Le Reazioni Greche al confronto del caso dei çami.
      Ho la possibilità di informare che secondo i mas-smedia Albanesi, un
      cittadino Albanese ha aperto un caso legale presso un Tribunale di
      Thessalonico in Grecia. Infatti, fin ora nessuno conosce l'identità
      di questo cittadino Albanese, però si afferma che lui ha aperto un
      processo legale per ottenere il diritto della proprietà familiare
      nella città di Thessalonico, la qual è stata confiscata nel 1940
      secondo il decreto legge 2636, il quale ha confiscati sia i beni
      mobili sia immobili, terra, abitazioni, bestiame e arredi domestici
      ad una popolazione considerata collaborazionista del nazi - fascismo.

      Al confronto del caso legale, secondo le stessi fonti, il diritto
      della proprietà del terreno era, infatti, stato ereditato legalmente
      dal cittadino menzionato durante il 1967, e successivamente, nel 1993
      lo stato Greco, senza essere il proprietario legale del terreno,
      aveva dato quella proprietà alla costruzione di un centro commerciale
      privato.

      Però ad arrivare in concreto, sembra che il Tribunale di Thessalonico
      ha dato retta all'amministrazione statale Greca, membro a pieno
      titolo dell'Unione Europea, e non al cittadino privato, portando il
      capo procuratore della Tribunale di Cassazione Greca, Dimitros Linos,
      a chiedere al suo Tribunale di decidere che tutte le proprietà
      confiscate, ad allora cittadini Greci di origine Albanese, vengano
      messi legalmente operativi poiché il decreto legge 2636 e' ancora in
      vigore ed a pieno titoli!

      La storia di questo decreto legge ed una fotografia di retrospettiva
      storica
      Cari ascoltatori, forse qualcuno di voi non ci crederebbe, pur
      essendo uno storico di professione, nonché un cittadino tra i milioni
      di voi, però l'origine di questo decreto legge viene sin dall'epoca
      in cui Italia occupò l'Albania nel 1939, proclamando così anche
      l'Unione Reale Italo – Albanese, e quando il suo alleato, la
      Germania, occupò Romania e Bulgaria, facendo nel 1940, la Grecia
      impaurita della precipitazione della situazione, tramite un decreto
      legge chi si e' intitolato 2636, proclamò la guerra contro l'Unione
      Reale Italo – Albanese.

      Infatti, basato sullo stesso decreto legge, le autorità giudiziarie e
      militari greche hanno realizzato un vero genocidio contro la
      popolazione Çama (Cham) Albanese di religione musulmana che all'epoca
      erano cittadini greci a pieno titolo. E tramite lo stesso decreto
      legge, implementato dai Tribunali Militari Greci dell'era, a questi
      cittadini gli sono stati confiscati sia i beni mobili sia immobili,
      terra, abitazioni, bestiame e arredi domestici, dichiarandole
      proprietà del nemico, cioè del Regno Unito Italo – Albanese e dei
      collaborazionisti della nazismo tedesco. Ma, facendo riferimento a
      quella parte della storia, incidentalmente quando Italia proclamò
      guerra alla Grecia, l'Albania automaticamente era legata al fatto
      storico, e nel 1941 essendo occupata dall'Italia, diventò una base
      militare per invadere militarmente la Grecia.

      Citando la storia santifica e non quella manipolata, la politica
      dell'Italia dell'epoca aveva promesso agli Albanesi di liberare i
      territori Albanesi, principalmente i Çama (Cham), messi ingiustamente
      sotto il dominio della stato Greco. Per di piu e piu tardi, con la
      capitolazione dell'Italia e del dopo invasione della Germania nei
      Balcani, quest'ultimo evento storico ha portato formalmente anche
      una "unificazione" dei territori Albanesi nei Balcani, facendo cosi
      funzionare formalmente anche un'amministrazione comune. Ma,
      analizzando quell'epoca storica in connessione con la situazione
      politica e storica attuale, bisogna affermare che potrebbe essere
      quella politica Italo – Tedesca al confronto del caso Albanese, che
      di certo ha portato anche del collaborazionismo Albanese con gli
      occupatori dell'epoca. Pero com'e' del tutto chiaro e confermato, gli
      Albanesi dell'epoca, sia quelli sotto I Greci, la stessa popolazione
      çama anche, che quelli sotto i Serbi, particolarmente i Kossovari,
      nonché Albanesi dell'Albania, hanno lottato in modo deciso contro il
      nazi - fascismo.

      Ma ai giorni d'oggi, non citando qua i patti storici e gli sviluppi
      politici del durante la guerra fredda, quell'epoca viene considerata
      nulla al confronto dell'Italia e la Germania, visto che tutti e tre
      gli stati fanno oramai parte, a pieno titolo, dell'Unione Europea e
      della NATO. Peraltro, lo stato Greco ha deciso di non abolire a pieno
      titolo il decreto legge 2636, facendo anche delle assurde acrobazie
      politiche. E' molto possibile, però non confermato, che il governo
      greco ha fatto abrogare tale decreto legge da anni, però il
      Parlamento greco non ha ricevuto ancora niente per ratificarlo e
      farlo entrare in vigore…!

      Riflessione d'oggi in Grecia al confronto d'Albania
      Ovviamente che tale ipotesi, bisogna essere verificato in modo
      professionale, istituzionale e politico anche in dimensioni Europei,
      però bisogna aggiungere in piu che, sin dal 1996 la Grecia ha anche
      un Accordo d'Amicizia con l'Albania, firmato rispettivamente
      dall'allora presidenti Greco, Andreas Papandreus e presidente
      Albanese, Sali Berisha. Tanto è vero che è quest'Accordo d'Amicizia
      tra i due paesi confinanti che ha portato la base legale delle
      facilitazioni dei progetti economici e finanziari della Grecia ad
      ottenere il primo posto nella classifica degli investimenti stranieri
      in Albania, però a fare la fotografia della situazione Grecia al
      riguardo, bisogna concludere in modo coerente. Citando qua il
      detto "la casualità è la chiave del destino" bisogna informare che la
      Grecia festeggia ogni 28 d'Ottobre la liberazione del paese
      dall'occupazione fascista, e secondo la tradizione popolare, le
      scuole della Grecia da anni fanno premiare gli alunni migliori, dando
      la possibilità di issare la bandiera greca davanti alla scuola ed
      altri alunni. Però, negli ultimi 10 anni, è successo che tanti alunni
      migliori delle scuole Greche erano "casualmente" degli Albanesi,
      provocando cosi un'onda di razzismo inaudito greco contro gli
      Albanesi immigranti.

      Secondo la stampa greca ed Albanese, soltanto nei giorni d'oggi si
      sono verificati due casi:
      a Patra in una scuola media, gli alunni greci hanno abbandonato le
      lezioni poiché, Sonila Metushi era eletta ad essere la prima della
      scuola e dovrebbe issare lei la bandiera greca davanti alla scuola;
      ed a Thessalonico, ad altro scuola media, per giorni diversi gli
      alunni greci hanno protestato poiché, il consiglio pedagogico della
      scuola aveva premiato Irini Xhimo, un'alunna Albanese, ad issare la
      bandiera. Per concludere, secondo un ultimo rapporto dell'ottobre
      2005 d'Amnesty International, le autorità Greche generalmente, e
      particolarmente quelli della polizia fanno un eccesso dell'uso della
      forza contro i cittadini Albanesi emigrati in quel paese. Questo
      rapporto ha tutto documentato anche se le autorità greche non
      accettano niente. Ma, dicendovi buona notte, vi promettiamo che alla
      prossima corrispondenza v'informeremmo sulle reazioni in Albania,
      Grecia ed altrove sull'accaduto.

      La corrispondenza del cinque di novembre 2005

      Un incidente diplomatico tra Albania e la Grecia
      Cari ascoltatori partendo oggi, da cui siamo rimasti il sabato
      scorso, cioè nel caso della minoranza Çami (Chams) tra Albania e la
      Grecia, dobbiamo informarvi che il martedì scorso nell'1 di Novembre,
      il presidente greco, Karolos Papoulias, ha realizzato una visita
      informale in sud dell'Albania. Infatti, e purtroppo, quella visita si
      è interrotto da un'imprevista decisione dello staff diplomatico della
      presidenza Greca. Presidente Greco Papoulias, appena visitato la cita
      d'Argirocastro, e partito per la città di Quaranta, in cui era
      previsto anche un incontro con il Presidente della Repubblica
      d'Albania, Alfred Moisiu, invece di arrivare al incontro con
      presidente Albanese, Presidente Greco ha deciso di tornarci in suo
      paese!

      Subito dopo, secondo i fonti Greci di mass media, le autorità Greche
      hanno dichiarato che questa decisione era preso dai due presidenti
      rispettivi per motivi di sicurezza, visto che a Quaranta un gruppo di
      cittadini Çami (Chams) aveva organizzato un comizio di benvenuto al
      presidente greco. La risposta della presidenza Albanese e stata
      immediata. Il porta voce della presidenza Albanese ha realizzato una
      conferenza stampa, facendo presente che il presidente Alfred Moisiu
      giudicava che la decisione presa dal presidente Greco di non
      realizzare la sua visita a Quaranta e non incontrare il Presidente
      Albanese, era del tutto irrazionale e senza precedenti nelle
      relazioni tra i due paesi. Il porta voce ha aggiunto che le forze di
      polizia avevano offerto tutte le garanzie dovute e che il comizio era
      del tutto democratico. Concludendo, il porta voce ha dichiarato che
      nonostante ciò, il Presidente Albanese continuerà a lavorare che i
      relazioni tra i due paesi si rafforzano in futuro.

      Infatti, la posizione presa dal Presidente Albanese, è stata seguita
      da un'altra dichiarazione del Ministro degli Affari Esteri d'Albania,
      Besnik Mustafai, il quale ha dichiarato che i comizi democratici
      vengono realizzati nei paesi democratici, com'e' vero che è anche La
      Grecia del presidente Papoulias. Tale dichiarazione è stata seguita
      poi anche dal porta voce del Ministero degli Affari Esteri della
      Grecia, il quale ha tenuto una conferenza stampa. Secondo il porta
      voce greco, la responsabilità era del tutto delle autorità Albanese
      che non hanno rassicurato la visita del Presidente Papoulias e di
      aver dato il permesso ai Çami (Chams) di realizzare il comizio. Il
      porta voce Greco non ha dimenticato a dire che tali incidenti non
      aiutano Albania che vuole far parte della Unione Europea, alludendo
      che la Grecia potrebbe usufruire il Veto.

      Ma, cosa è successo per la verità dei fatti? I rappresentanti della
      minoranza dei Çami (Chams) tramite il comizio organizzato da loro,
      erano presentati con dei slogan scritti in Albanese ed in Greco,
      tramite cui avevano giudicato a dare il loro benvenuto al presidente
      della Grecia, che è stato loro stato formalmente fino al 1953, l'anno
      in cui, la cittadinanza Greca è stata ignorata in modo collettivo,
      dandoci la cittadinanza Albanese nello stesso modo collettivo. Loro,
      tramite questo comizio chiedevano al Presidente Greco, che, infatti,
      viene considerato un politico moderatore e libertario specialmente al
      confronto degli Albanesi ed Albania, di far si, che loro godono il
      diritto legale di entrare in Grecia per tornare nelle loro case e
      terre nella regione di Çameria. Bisogna dire che loro non hanno
      dimenticato di menzionavano anche il fatto che il Presidente
      Papoulias era cresciuto in convivenza con una famiglia Albanese Çama
      (Cham) e musulmana come loro.

      Ma purtroppo come succede spesso nei Balcani, nell'indomani i primi
      titoli dei giornali Albanesi e Greci dicevano: Un incidente
      diplomatico tra Tirana ed Atene, ma ognuna delle parti giornalistiche
      incolpava l'altro paese come principale responsabile dell'accaduto,
      pero l'accaduto è stato interpretato anche dai altri mass media
      internazionali come Free Europe Radio, BBC, Voice of America, e
      altre. Nonostante ciò, non sono mancati anche incidenti violenti
      contro gli emigranti Albanesi in Grecia.

      Corrispondenza del 4 di marzo 2006

      Un altro incidente tra L'Albania e Grecia
      Il 26 di febbraio a Himara, una città molto modesta del sud Albania,
      quella che avrebbe dovuto essere una festa per l'inaugurazione di una
      scuola, è stata trasformata in una manifestazione organizzata
      dall'OMONIA, l'organizzazione della minoranza greca dell'Albania! I
      partecipanti all'inaugurazione hanno chiesto l'unificazione di Himara
      con la Grecia!

      Slogan come "Viva la Grecia", "Himara è della Grecia" e tante
      bandiere Greche e soltanto una bandiera Albanese, hanno accompagnato
      l'arrivo del vice ministro degli affari esteri della Grecia,
      Evripidis Stilianidhis e un grande gruppo di diplomatici Greci alla
      festa. I mass media hanno fatto sapere che l'organizzatore della
      festa l'OMONIA, con a capo il sindaco di Himara Vasil Bollano hanno
      invitato in maniera selettiva i partecipanti alla festa.

      Mentre il mondo politico a Tirana era impegnato fuori e dentro il
      parlamento nel dibattito su una mozione di sfiducia presentata
      dall'opposizione socialista contro il presidente del parlamento On.
      Jozefina Topalli, era prevista anche una partecipazione dalla parte
      Albanese all'inaugurazione della scuola greca a Himara.

      Albert Gajo e Gjergji Bojaxhi, rispettivamente vice ministro della
      Integrazione Europea e vice ministro dell'Economia erano partiti per
      partecipare all'inaugurazione. Gjergji Bojaxhi, però, appena saputo
      che l'edificio della scuola non aveva ottenuto legalmente il permesso
      di costruzione e che anche l'autorizzazione della funzione della
      scuola non era stata ottenuta dal Consiglio Municipale di Himara, ha
      deciso di boicottare l'inaugurazione.

      Reazioni in Albania al riguardo dell'evento
      Il Ministero dell'educazione dell'Albania, tramite il suo porta voce
      Ermelinda Muho, ha fato sapere che sia la Commissione delle
      Valutazione delle Scuole di questo livello nel Ministero
      dell'Educazione che il Ministro, Genc Pollo, hanno dato l'OK e
      firmato la richiesta formalizzata da una ditta privata che ha
      realizzato anche un'altra scuola simile greca nella città Albanese di
      Koritza.

      Però, secondo la legge, tale licenza diventa effettiva solo dopo
      essere stata siglata dal Consiglio dei Ministri albanese e firmata
      dal premier. Quest'ultimo, secondo il portavoce, non aveva ancora
      firmato niente, ma anche se avesse firmato il premier stesso, sempre
      secondo il portavoce tutto potrebbe essere effettivo per l'anno
      scolastico 2006 - 2007.

      Confermando questo, Sali Berisha, il premier dell'Albania, ha
      dichiarato che la scuola Greca di Himara non rappresenta nessuna
      preoccupazione per il suo governo, ma l'assenza dei rappresentati del
      ministero dell'educazione era del tutto giustificato, poiché una
      scuola dovrà essere inaugurato quando iniziano i lezioni. Noi
      dobbiamo dire - ha aggiunto il premier - siamo del tutto d'accordo,
      ma le lezioni in quella scuola partiranno soltanto nel mese di
      settembre, oppure al primo giorno di ottobre di ogni anno.

      Pellumb Xhufi, ex Ambasciatore dell'Albania a Roma, ed ora vice
      presidente del Movimento Socialista per l'Integrazione Europea, ha
      chiesto che la Presidenza della Repubblica reagisca al riguardo di
      quanto accaduto provocato dall'estero in modo vergognoso. Xhufi,
      dichiarando che quanto accaduto a Himara offende i sentimenti di
      tutti i cittadini Albanesi ed in particolare quelli di Himara, ha
      aggiunto che il suo partito considera l'apertura della scuola Greca
      di Himara e quella di Koritza come atti non maturi dalla parte
      Albanese.

      Delle valutazioni della politica Greca al riguardo dell'integrazione
      Europea dell'Albania.
      Vangjel Dule, presidente del Partito per l'Unione dei Diritti Umani
      in Albania, conosciuto da tutti come il partito della Minoranza
      Greca, presente personalmente nella festa, ha dichiarato che non ha
      notato niente di scortese e non democratico nell'evento di Himara.
      Vangel Dule, ignorando le richieste dei presenti sulla unificazione
      di Himara con la Grecia, che a dire il vero secondo gli studiosi non
      ha niente a che fare con la tradizione Greca, ha aggiunto che il
      diritto di essere educato in una tale scuola, è una condizione al
      confronto dell'Albania nella via dell'Integrazione Europea!

      Questo fa pensare che ci sia una strategia precisa dalla parte delle
      autorità greche per portare a termine a tutti costi tali eventi.
      Invece di aspettare l'inizio normale dell'anno scolastico, cioè
      settembre 2006, per inaugurare la scuola Greca di Himara, hanno
      trasformato l'inaugurazione di una scuola in una manifestazione
      politica. Questo perché, a settembre oppure a ottobre all'inizio
      dell'anno scolastico in Albania, sarebbe esaurito il passaggio dalla
      parte tecnica alla parte politica dell'Accordo di Stabilizzazione ed
      Associazione dell'Albania con l'Unione Europea. Cioè, secondo tutte
      le dichiarazioni ufficiali, sarebbe conclusa la fase di ratifica
      dell'accordo da parte dei singoli parlamenti dei 25 paesi membri
      dell'Unione Europea, e con loro anche dal parlamento Greco, che in
      tal e caso, non avrebbe nessuna possibilità di rinviare una tale data
      storica al confronto dell'Albania.

      Intanto, dall'altra parte, il presidente greco Karolos Papoulias, in
      sintonia con questa strategia aveva ricordato pubblicamente a Tirana
      di stare molto attenta nei suoi rapporti con la Grecia e con la
      minoranza Greca dell'Albania se vuole integrarsi nell'Unione Europea.

      Infatti, in questa logica, anche il vice ministro degli affari esteri
      della Grecia, Evripidis Stilianidhis nel suo intervento tenuto nella
      cerimonia dell'inaugurazione della scuola greca di Himara, ha
      dichiarato che tale evento è il primo passo dell'Albania sulla via
      dell'integrazione nell'Unione Europea. Stilianidhis, definendo i
      cittadini Himarioti come dei patrioti Greci, ma certo soltanto i
      partecipanti della festa e non il resto dei cittadini Albanesi di
      Himara, ha aggiunto che la minoranza Greca dell'Albania sarà un ponte
      per una migliore collaborazione tra l'Albania e la Grecia!

      Il Trattato dell'Amicizia tra Albania e la Grecia
      In effetti, le relazioni dell'Albania con la Grecia sono definite da
      un Trattato di Amicizia ratificato nel 1996. Questo trattato tra
      altro definisce la necessità che ambe due le parti facciano il
      possibile per risolvere i problemi riguardanti le proprietà e
      l'educazione delle rispettive minoranze nei due paesi.

      Peraltro, il vice ministro degli esteri greco, Evripidis
      Stilianidhis, mentre da una parte dichiarava che la scuola di Himara
      è il primo passo dell'Albania sulla via dell'integrazione Europea,
      dall'altra in un'intervista pubblicata dal giornale "Shekulli" (il
      Secolo) ha costretto la giornalista Lindita Cela a chiedere tre volte
      consecutivamente se anche la Grecia farà il possibile per aprire
      scuole in lingua Albanese. Il vice ministro, quando non ha più avuto
      modo per evitare la domanda con l'inutile retorica del caso, ha
      risposto che per il momento non si è discusso niente di tale
      possibilità, ma che forse in futuro…!

      Secondo l'agenzia greca ANA il 9 di febbraio 2006 la Corte di
      Cassazione greca ha risposto alla richiesta presentata nell'ottobre
      2005 dal Procuratore Generale, Dimitros Linos, autorizzando lo stato
      Greco a vendere legalmente le proprietà dei cosiddetti
      collaborazionisti del fascismo durante la seconda guerra mondiale,
      cioè di tutti Albanesi, inclusi i Çami (Chams), che invece chiedono
      che siano riconosciuti i loro diritti negati.

      Dobbiamo dire chiaramente che questa decisione della Cassazione Greca
      ha preso lo spunto dal decreto legge 2636 del 1940. Cioè dall'epoca
      in cui Italia occupò l'Albania proclamando così anche l'Unione Reale
      Italo-Albanese, atto politico che fece precipitare la situazione
      provocando la reazione della Grecia che proclamò la guerra contro
      l'Unione Reale Italo - Albanese.

      Le reazioni in Albania in relazione a questa decisione della Corte di
      Cassazione greca
      È chiaro che le reazioni al riguardo del caso non sono mancate in
      Albania, però sono venute all'attenzione dell'opinione pubblica
      albanese in modo troppo moderato. L'Associazione Patriottica della
      Çameria, guidata da Servet Mehmeti, il Partito per la Giustizia e
      l'Integrazione Europea con a capo Tahir Muhedini, il Movimento per
      l'Integrazione Europea dell'Albania, dell'ex premier Albanese Ilir
      Meta, l'Istituzione Statale dell'Avvocato del Popolo ed il suo primo
      avvocato Ermir Dobjani, hanno definito tale decisione ingiusta ed
      assurda ed hanno chiesto al Governo di reagire in modo istituzionale
      al riguardo.

      A tali richieste pubbliche ha dovuto rispondere il premier
      dell'Albania, Sali Berisha, il quale ha dichiarato che tali casi
      dovranno essere risolti tramite i gruppi comuni e i rispettivi
      esperti secondo gli accordi presi nell'incontro avuto ad Atene lo
      scorso messe con il suo omologo, il premier Greco Karamanlis. Il
      primo ministro albanese, ha affermato che tutto dovrà essere risolto
      alla luce di Trattato dell'Amicizia del 1996 altrimenti verranno
      risolti al di fuori delle istituzioni nazionali, portandoli
      all'attenzione del Tribunale Europeo di Strasburgo.

      In ogni caso, fino questa corrispondenza del 5 di marzo 2006, nessun
      passo è stato fatto da parte del Governo di Sali Berisha. Sembra che
      il ruolo della Grecia al riguardo dell'integrazione dell'Albania
      nell'Unione Europea e i circa 600.000 cittadini Albanesi che lavorano
      e vivono in Grecia, hanno messo la politica di Tirana in grande
      difficoltà.

      Dobbiamo dire che durante il precedente governo del Partito
      democratico di Berisha, cioè durante gli anni 1992 - 1997 si sono
      verificate tante operazioni violente della polizia greca contro gli
      emigranti albanesi in Grecia che purtroppo anche se da più di dieci
      anni vivono in quel paese Europeo fin ora non sono stati ancora
      legalizzati in modo permanente.

      Corrispondenza del 20 maggio 2006

      Dunque, per ora la questione degli Figuri non ha trovato una
      soluzione, mentre evidentemente proseguono i contatti. Intanto, però,
      sta emergendo un'altra difficoltà diplomatica per il Ministero degli
      Affari Esteri dell'Albania…
      Press a poco negli stessi giorni in cui la crisi Cino–Albanese era al
      culmine, un'altra possibile crisi tra Grecia e Albania rende
      difficile il lavoro della politica estera di Tirana.

      Il ministro Greco della Difesa, Evangelos Meimarakis, ha annullato
      improvvisamente all'ultimo momento una visita di lavoro in Albania
      prevista in precedenza.

      Secondo i mass media, il Ministro Greco Meimarakis ha annullato la
      visita, perché i cimiteri costruiti per onorare i soldati Greci
      caduti nella guerra Italo–Greca del 1940 nei territori del sud
      dell'Albania, non erano ancora pronti.

      In effetti, Tirana viste le tante difficoltà con Pekino e temendo
      l'effetto catena sulla politica estera, ha tentato governare la
      situazione in favore suo.

      Il Ministro Albanese della Difesa, Fatmir Mediu ha dichiarato che è
      la seconda volta che il ministro Greco Meimarakis rinvia la sua
      visita in Albania. Secondo il ministro Mediu, questo avviene poiché
      tutto e' ancora nella fase tecnica della realizzazione del progetto
      cimiteri dei soldati Greci della seconda guerra mondiale.

      La parte politica, ha aggiunto il ministro Albanese, e' oramai
      conclusa, cioe'significa che il governo Albanese ha dato oramai il
      suo OK.

      Il ministro degli esteri Besnik Mustafaj in una conferenza stampa ha
      sottolineato che le relazioni Greco–Albanesi non stanno affrontando
      nessuna difficoltà. Mustafaj ha reso noto che un grande cimitero sarà
      costruito, con soldi del governo Greco, nella città di Kelcyra nel
      sud dell'Albania e un altro piccolo a Bularat un altra provincia
      della stessa regione.

      I mass media hanno affermato che mentre il grande cimitero costruito
      a Kelcyra è pronto, non tutti i corpi dei soldati greci hanno ancora
      trovato posto. Questa notizia ha creato un po' di confusione visto
      che tutto era seguito in modo quasi clandestino.

      Per di più questo evento storico porta con sé tante complesse
      conseguenze nelle relazioni tra Albanesi, Greci ed Italiani.
      Il partito della Giustizia ed Integrazione Europea che rappresenta la
      minoranza dei Çami, i quali, accusati di essere collaborazionisti
      degli italiani durante le seconda guerra mondiale, hanno subito un
      genocidio tremendo durante quel periodo, ha tenuto una conferenza
      stampa.

      Mentre tutti si aspettavano le proteste dei Çami (Chams) sulla
      costruzione del cimitero, il PDI ha dichiarato di essere a favore dei
      cimiteri dei soldati Greci in Albania e che considera tale atto come
      un segno di un'emancipazione politica regionale.

      Il presidente del PDI, Tahir Muhedini, ha aggiunto che tale
      emancipazione sarebbe definitiva soltanto nel caso in cui anche alla
      popolazione dei Çami fosse permesso di visitare e portare i fiori ai
      propri caduti innocenti in Grecia che non hanno ancora un loro
      cimitero.

      Muhedini, in un articolo pubblicato dal giornale "Shqip", ha fatto
      sapere all'opinione pubblica che non è stato facile per la presidenza
      del partito decidere in questo modo, ma, secondo Muhedini, i Çami
      (Chams) hanno deciso di guardare non più al passato, ma al futuro
      Europeo dei Balcani.

      Muhedini ha reso noto inoltre di aver mandato al vice Presidente
      della Commissione Europea, Franco Frattini, un dossier sullo stato
      delle relazione Greco-Albanesi in relazione al caso della minoranza
      dei Çami.

      Secondo un comunicato stampa del PDI, l'ufficio del vice presidente
      Frattini ha risposta assicurando tutta l'attenzione dovuta da parte
      del vicepresidente Frattini che ha provveduto a trasmettere il
      dossier al Commissario Europeo all`Allargamento Olli Rehn.

      Dalla corrispondenza del 27 di maggio 2006

      Cambiamo ora argomento e parliamo di una questione che sta rendendo
      difficili i rapporti diplomatici tra Albania e Grecia. Il problema
      riguarda i cimiteri dei soldati Greci caduti nella guerra Italo-Greca
      del 1940 che si trovano nei territori del sud dell'Albania. Tra
      l'altro, quando si parla di quegli eventi storici, non solo si vanno
      a toccare le relazioni tra Albania, Grecia e Italia, ma c'è di mezzo
      anche la popolazione dei Çami (Chams), una minoranza che fu accusata
      di collaborazionismo con le truppe di occupazione italiane e subì un
      tremendo genocidio. Anche oggi i Çami (Chams) fanno fatica a vedere
      riconosciuti i propri diritti, una questione di cui si è occupato
      anche il PRT.

      Il ministro degli esteri albanese Besnik Mustafaj aveva voluto
      affermare che le relazioni Greco-Albanesi non stanno affrontando
      nessuna difficoltà, però le cose non stanno proprio così. Al di là
      delle dichiarazioni ufficiali o delle affermazioni di buona volontà,
      ci sono parecchi problemi pratici e burocratici. Se non ricordo male
      ci sono dei problemi soprattutto per quanto riguarda un cimitero in
      particolare.

      Dunque, qual è lo stato delle relazioni tra Albania e Grecia al
      riguardo?
      Il sindaco di Kelcyra, secondo alcune interviste portate dai mass
      media, ha dichiarato che anche il cimitero di Kelcyra non aveva
      ottenuto le autorizzazioni da parte del Municipio e che la chiesa
      ortodossa locale aveva ottenuto soltanto il permesso di circondare un
      terreno e non di costruire un cimitero.

      Dall'altra parte voci informali dicono che a capo di questa
      iniziativa c'e' il capo arcivescovo della Chiesa Autocefala Ortodossa
      Albanese, che, in effetti, e' un cittadino Greco, messo in quella
      posizione sin dal ri-inizio di questa chiesa in Albania negli anni
      1990.

      Infatti, in quell'epoca in Albania, che si era appena lasciata alle
      spalle il periodo dell'ateismo di Stato durato circa 30 anni, era
      molto difficile trovare dei cittadini Albanesi che erano laureati in
      teologia e cosi anche se lo statuto della Chiesa Autocefala stabiliva
      che a capo avrebbe dovuto essere un cittadino Albanese, per mancanza
      di un candidato albanese si dovette accettare la candidatura del
      prete greco Anastasios Janullatos.

      Da allora e fino ad oggi, il dibattito pubblico sul tema della
      sostituzione del capo della Chiesa Autocefala Albanese con un
      cittadino Albanese non e' mai cessato, ma n'ostante ciò la Chiesa
      continua ad essere guidata sempre dallo stesso religioso greco anche
      se ora i preti Albanesi laureati in teologia non mancano.

      Janullatos, allo scopo di rispettare lo statuto della Chiesa
      autocefala albanese, ha chiesto dal governo Albanese, da molti anni,
      di ottenere la cittadinanza Albanese. Fin ora non è riuscito ad
      ottenerla e certo questo fatto non può non avere un significato.

      Tornado alla questione principale vorrei dire che una televisione
      privata ha trasmesso la messa celebrata da Janullatos a Kelcyra in
      onore dei soldati greci caduti durante la seconda guerra mondiale nei
      territori Albanesi.

      Tahir Muhedini, il presidente del Partito per la Giustizia ed
      Integrazione Europea, che rappresenta la minoranza dei Çami, che,
      come ricordavi tu, furono accusati di essere collaborazionisti degli
      Italiani durante le seconda guerra mondiale e subirono un genocidio
      tremendo da parte dei Greci, nel suo articolo pubblicato dal
      giornale "Shqip", menzionato anche nella corrispondenza precedente,
      chiedeva in che veste Janullatos avesse partecipato alla messa in
      onore dei caduti greci. "Di certo - ha dichiarato Muhedini - non come
      capo Arcivescovo della Chiesa Autocefala Ortodossa Albanese.

      In effetti, questo il partito che rappresenta i Çami (Chams),
      considerando l'autoritàa di Janullatos al Governo Greco e la sua
      presenza da lungo tempo a capo della Chiesa Autocefala Ortodossa
      Albanese, aveva chiesto pubblicamente a Janullatos di intervenire
      presso il Governo Greco per trovare una soluzione democratica sul
      rispetto dei diritti civili e politici dei Çami (Chams): il diritto
      alla cittadinanza ed il diritto di proprietà. Purtroppo però questa
      richiesta non ha trovato nessun riscontro da parte del capo
      arcivescovo.

      Altre reazioni?
      In effetti, questa non è l'unica volta che le autorità Greche violano
      le leggi Albanesi, ma le autorità Albanesi da parte loro hanno sempre
      chiuso un occhio, temendo che la Grecia possa usare il suo potere di
      veto nelle istituzioni Europee contro l'Albania e contro l'Accordo di
      Stabilizzazione ed Associazione con l'Unione Europea, oppure faccia
      pressioni contro i circa 600 mila emigrati Albanesi in Grecia.

      I mass media indipendenti hanno portato all'attenzione pubblica un
      altro incidente accaduto tra la Grecia e l'Albania il 10 aprile del
      1994, quando un militare ed un poliziotto greci accompagnati da
      cittadini Albanesi della minoranza greca che erano emigranti in
      Grecia, violarono illegalmente il territorio Albanese, entrarono in
      un posto militare a Pershkepia, al confine con la Grecia, ed uccisero
      un ufficiale ed un soldato Albanese mentre stavano dormendo.

      Nella nota di protesta del Governo Albanese dell'epoca, si diceva che
      un comando di terroristi Greci composto da 8 persone in divisa
      militare Greca avevano violato il territorio Albanese uccidendo due
      militari Albanesi e ferendo altri tre soldati nel sonno.

      Secondo quella nota di protesta dopo avere compiuto il crimine i
      greci avevano gridato che tutto questo era stato fatto poiché il
      Vorio Epiro non era morto! Non pensate che abbiamo dimenticato!

      Il governo Greco dell'epoca rispose che si era trattato di un fatto
      del tutto inaspettato e che le accuse di Tirana ad Atene non erano
      motivate dato che le autorità greche furono informato solo al momento
      in cui risposero ufficialmente.

      Secondo i mass media Albanesi all'indomani della dichiarazione del
      governo Greco il giornale greco "Elfterotipia" pubblicò una lettera
      spedita alla loro redazione da un'Organizzazione Terroristica che si
      definiva "Fronte per la Liberta del Vorio Epiro" che assumeva la
      responsabilità dell'attentato rivendicando i territori a sud
      dell'Albania.

      Gli autori del massacro di Pershkepia furono arrestati dalle autorità
      Greche il 18 Marzo del 1995 quando erano pronti a programmare un
      altro attacco in territorio Albanese e nelle loro case furono trovate
      tante armi e altri documenti. Il 21 marzo 1996 il tribunale di Atene
      ordinò però il loro rilascio per mancanza di prove!

      L'allora presidente della Repubblica albanese, Sali Berisha, attuale
      premier, accusò la politica di Atene di essere complice di tali
      progetti violenti ed ordinò l'arresto dei dirigenti dell'Associazione
      OMONIA della minoranza greca in Albania.

      Prima di vincere le ultime elezioni generali del luglio 2005, Berisha
      aveva dichiarato che se c'era qualche errore politico nella sua
      carriera politica quella dovrebbe essere trovato soltanto al
      confronto della Grecia. Ora il partito di Berisha governa in
      coalizione con il partito dell'Unione per i Diritti Umani della
      Minoranza Greca in Albania.

      Corrispondenza del 3 di Giugno 2006

      Come settimana è ora la volta della corrispondenza di Artur Nura
      dall'Albania.

      Dunque, parliamo anche questa settimana delle difficoltà nelle
      relazioni tra Grecia ed Albania a proposito dei cimiteri che in terra
      albanese dovrebbero accogliere le spoglie dei soldati greci caduti
      durante la seconda guerra mondiale nel conflitto contro l'Italia.

      Salutando sia te che gli ascoltatori della radio radicale, oggi
      vorrei dire che parleremo ancora della questione dei soldati Greci
      caduti nella guerra Italo - Greca nei territori Albanesi, poiché al
      riguardo del caso è scoppiato un vero scandalo in Albania.

      Si, infatti, tralasciamo un po' la stretta attualità quella per altro
      ci occupiamo nel resto della trasmissione di oggi. Dunque, pare che i
      resti presentati come quelli dei soldati Greci sono in realtà di
      contadini albanesi.

      In effetti, e' stato scoperto dai giornalisti che la maggior parte
      delle ossa che si supponeva fossero dei soldati greci caduti nella
      guerra, non erano loro, ma di contadini Albanesi abitanti in quelle
      zone.

      I resti sono stati prelevati dalle antiche tombe di un villaggio
      chiamato Kosine e dei suoi dintorni e questo vero e proprio traffico
      di ossa, e' stato denunciato dai contadini di quelle zone, che hanno
      fatto appello ai mass media di essere molto attenti al caso.

      Secondo i contadini, invece di inumare nel cimitero di Kelcyra le
      ossa dei soldati greci, gli operai comandati da un prete della Chiesa
      Ortodossa del villaggio Kosine, hanno svuotato decine di tombe di
      vecchi cimiteri albanesi e hanno poi "venduto" quei resti come
      fossero dei soldati Greci della guerra Italo - Albanese.

      Infatti, all'inizio i membri della famiglia Ballabani avevano
      dichiarato ai mass media che le tombe dei loro antenati erano state
      distrutte e che loro stessi erano sicuri che le ossa dei loro
      antenati si trovano esposte come quelle dei soldati Greci nella
      Chiesa del villaggio.

      Ma non soltanto i sepolcri di quella famiglia, ma di tutto il
      villaggio Kosine erano situati intorno alla antica chiesa ortodossa
      dello stesso villaggio, e proprio responsabile di questo scandalo
      sarebbe il prete del villaggio Padre Vasili Thomollari.

      Questo religioso, da parte sua ha accusato le persone della famiglia
      Ballabani come fossero dei delinquenti, ha negato che quelle ossa
      fossero di contandini Albanesi, sostenendo che sono invece di veri
      soldati greci. Però la denuncia della famiglia Ballabani è stata
      seguita dalle denuncie delle altre famiglie dello stesso villaggio di
      Kosine e del villaggio di Kutali,

      I mass media, infine, hanno fatto sapere che le scatole in cui si
      trovano le ossa dei presunti soldati Greci si trovano dentro la
      Chiesa di Kutali. In seguito a questa notizia l'ufficio locale del
      Pubblico Ministero e le forze di polizia hanno iniziato un'indagine
      al riguardo, mettendo sotto sorveglianza la chiesa in cui si trovano
      le scatole metalliche con le ossa.

      Può sembrare bizzarro che ci si occupi di vicende del genere, però io
      credo che sia anche da storie come queste che si capisce qualcosa di
      più dei Balcani e dei problemi di questa regione. I rapporti tra
      Albania e Grecia, lo abbiamo ricordato più volte, non sono facili.
      Tanto più che l'Albania punta all'integrazione europea e la Grecia
      che formalmente non si oppone fa pesare in ogni momento la sua
      possibilità di stoppare le aspirazioni di Tirana.

      Quali sono le origini di quanto sta accadendo tra Grecia e Albania?
      Come abbiamo detto nelle corrispondenze precedenti tutto è venuto a
      conoscenza dell'opinione pubblica quando i mass media hanno reso noto
      l'annullamento della visita ufficiale del ministro Greco della
      Difesa, il quale poiché non tutto era pronto al riguardo dei cimiteri
      per i soldati greci caduti nella guerra Italo - Greca, ha rinviato la
      sua visita in Albania ad una data successiva non precisata.

      Subito dopo questa notizia, sono stati gli stessi Ministri Albanesi
      degli Affari Esteri e della Difesa, rispettivamente Besnik Mustafaj e
      Fatmir Mediu che hanno fatto sapere all'improvviso all'opinione
      pubblica il progetto dei cimiteri di soldati Greci suscitando cosi
      l'attenzione dei mass media.

      L'ex Ambasciatore Albanese ad Atene, Bashkim Zeneli, in un'intervista
      ad un canale televisivo privato, ha affermato che fin a che era lui
      ambasciatore ad Atene, niente era stato definito per la parte tecnica
      di questo progetto, aggiungendo che, secondo lui, il governo
      socialista aveva diplomaticamente rifiutato tale progetto.

      In effetti, molto piu tardi si è saputo che tutto è partito da
      un'associazione di militari Albanesi di origine Greca in pensione, i
      quali avevano dichiarato che circa 10.000 soldati greci erano caduti
      nella guerra con l'Italia, e che secondo i mass media, loro hanno
      potuto trovare soltanto le ossa di circa 356 sodati greci anche se, a
      dire il vero, anche per quella cifra ci sono tanti dubbi al riguardo.

      Il capo villaggio di Kosine, Spirro Zharka, aveva dichiarato ai mass
      media che esponenti della Mitropolia Ortodossa gli avevano assicurato
      che tutto era stato preparato sulla base di mappe professionali per
      trovare i resti dei soldati Greci. Dall'altra parte diversi anziani
      contadini dei villaggi di Kosine e Kutali, hanno affermato ai mass
      media che secondo loro non si trovano cimiteri di soldati greci nei
      loro villaggi e nei dintorni della Chiesa.

      Hai parlato del rinvio della visita ufficiale in Albania del ministro
      greco della Difesa greco. A questo punto quali sono le reazioni
      Greche?
      Il Console Greco ad Argirokastro, Kristo Mandella, appena saputo che
      la Polizia aveva circondato la Chiesa per sorvegliare la situazione
      ed indagare sull'accaduto, ha visitato il villaggio e la Chiesa il
      Lunedì scorso. Formalmente era per partecipare ad una messa che però
      di solito non viene mai celebrata il lunedì!

      Mendella, ignorando i sentimenti degli Albanesi al riguardo delle
      tombe dei loro antenati, ha chiesto alle forze di polizia di non
      entrare nella chiesa, poiché la cosa offenderebbe i sentimenti dei
      Greci e la cosa potrebbe essere mal interpretata da loro!

      Però, sembra certo che non c'è stato soltanto questo intervento del
      Console Greco di Argirokastro, ma altre pressioni ancora e piu
      pesanti, dato che le forze di polizia e della magistratura all'inizio
      si sono ritirati…!

      Ma, dall'altre parte, un giornalista della tv privata "news 24" ha
      potuto filmare le scatole metalliche delle ossa dentro la Chiesa
      quando si stava celebrando la messa del prete ortodossa con la
      presenza del consolo Greco.

      Infatti, l'opinione pubblica Albanese ha potuto vedere anche una
      delle guardie del corpo del Console che spingevano il giornalista
      del "24 News" perché non filmasse le scatole. E subito dopo, in una
      seduta del parlamento albanese si e' svolto un dibatitto al riguardo
      dello scandalo.

      Sabit Brokaj, vice presidente del Movimento Socialista per
      l'Integrazione Europea, nel suo intervento al parlamento ha accusato
      il governo Albanese di aver perduto formalmente la sovranità. Brokaj
      ha aggiunto che fatti del genere di quelli accaduti non hanno niente
      a che fare con le relazioni reciproche di due paesi amici e vicini.

      Se i greci vogliono far rispettare i loro soldati caduti nella
      guerra - ha aggiunto Brokaj - dovranno prima fare le analisi dell'DNA
      delle ossa e poi metterli nei cimiteri.

      Brokaj, dall'atra parte, ha anche aggiunto che lo stato Albanese
      dovrebbe promulgare il prima possibile delle leggi al riguardo delle
      religioni ed ha invitato il governo a seguire l'esempio del Re
      Albanese, Ahmet Bej Zogu, che sovvenzionava e non permetteva alle
      religioni di essere finanziate dall'estero per impedire che fossero
      strumentalizzate dai loro finanziatori.

      Altri esponenti di spicco dell'opposizione, piu tardi in diverse
      interviste hanno appoggiato le richieste di Brokaj sulle dimissioni
      del capo arcivescovo della Chiesa Ortodossa Albanese, Anastasios
      Jannullatos e di dichiarare persona non grata il Console Greco di
      Argirocastro che ha violato la sovranità dell'Albania.

      Infatti, l'ufficio del procuratore generale della Repubblica
      dell'Albania, secondo diversi mass media, ha mandato a Kelcyra i suoi
      procuratori per riaprire il caso e mettere sotto sequestro gli
      scheletri presunti dei soldati Greci. I procuratori hanno chiesto
      anche il consenso della Chiesa Ortodossa pero fin'ora non ci sono
      novità…

      Per capire meglio… Qual è la retrospettiva storica e politica
      dell'accaduto?
      La questione e' delicata anche se abbiamo a che fare con una
      situazione più che assurda, una situazione che possono produrre
      soltanto i paesi Balcanici, dei quali fa parte anche la Grecia, pur
      essendo membro a pieno titolo dell'Unione Europea.

      Paskal Milo, il presidente del partito di Alleanza Sociale, ed ex
      ministro degli Albanese degli Affari Esteri, in un programma
      televisivo ha dichiarato che purtroppo la legge di guerra greca del
      1940 contro l'Italia e l'Albania non e' stata ancora abrogata
      soltanto nei confronti dell'Albania!

      Milo ha aggiunto che nel 2000 alla richiesta ufficiale del suo
      Ministero indirizzato al ministero degli Affari Esteri Greco per
      sapere se la legga di guerra fosse ancora in vigore, il direttore
      Giuridico dell'allora ministero aveva risposto che dal punto di vista
      giuridico, essa aveva ancora forza! Secondo Milo, questo alto
      ufficiale Greco e' stato subito licenziato, poiché per rispondere a
      tale richiesta avrebbe prima dovuto chiedere al settore politico del
      suo Ministero.

      Ma, e' chiaro che per capire meglio la fotografia di quanto accade
      oggi bisogna risalire agli anni 1940 durante la secondo guerra
      mondiale quando Italia, che occupava l'Albania, da questi territori
      attacco' militarmente la Grecia.

      Al riguardo dello scandalo, prima volevo dire che secondo i mass
      media fino ad oggi sarebbero stati ritrovati soltanto i corpi di 36
      soldati greci, che furono sepolti nel 1943 dai soldati italiani al
      termine dell'unica battaglia di cui ci si sono notizie in questa
      zona.

      Invece, dal punto di vista storico - politico lo scandalo rischia di
      toccare i più profondi rapporti fra greci e albanesi, ma anche con
      gli italiani. Sembra che il cimitero di Kelcyre sia stato collocato
      in modo per niente casuale ad un confine segnato sulle mappe dei
      nazionalisti greci, e che indica l'inizio della cosiddetta regione
      del Vorio Epiro, cioè l'Epiro del nord.: un'area in territorio
      dell'Albania del sud, ma che i nazionalisti ellenici rivendicano da
      secoli come propria terra ed i soldati Greci del 1940 sembra nella
      loro offensiva contro l'esercito Italiano sembra che hanno
      considerato soltanto questa mappa.

      Mentre l'Italia sembra essersi dimenticata del tutto questa sua parte
      storica, gli Albanesi in generale ed i Çami Albanesi in particolare
      non sognano per niente l'annessione della regione di Çamëria dalla
      Grecia, ma soltanto chiedono che siano rispettati i loro diritti
      fondamentali. La costruzione di un cimitero greco di tale imponenza
      potrebbe diventare negli anni prossimi un pretesto per legittimare le
      antiche rivendicazioni territoriali Greci.

      La corrispondenza del 21 di ottobre 2006

      Questi sono dunque i risultati del primo turno delle elezioni locali
      in Grecia. Di queste elezioni e dei riflessi che avranno sulla
      politica greca nella regione Balcanica (in particolare nelle
      relazioni con l'Albania) parliamo con Artur Nura con il quale siamo
      collegati per la consueta corrispondenza settimanale.
      Buona sera Artur.

      Buona sera a te Roberto e a tutti gli ascoltatori di Radio radicale.

      Come hai già detto tu la cosa che fa notizia in queste elezioni è il
      fatto che il partito del premier Kostas Karamanlis ha mantenuto la
      maggioranza nella capitale Atene, dove abitano circa 2 milioni e
      mezzo di abitanti, ma ha perso il comune del Pireo ed in un'altra
      città importante, Salonicco ci sarà il ballottaggio domenica prossima
      anche se le previsioni sono a favore del partito Nuova Democrazia, il
      cui candidato, dopo 20 anni di sconfitte di questo partito in questa
      città è arrivato ora molto vicino alla soglia del 42 % dei voti.
      Un altro dato importante secondo diversi opinionisti è che per la
      prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale la
      partecipazione dei cittadini alle urne e' stata molto modesta. Come
      dicevi tu, a livello nazionale circa il 40 per cento dei cittadini
      non e' andato alle urne, ed in particolare nel nord della Grecia
      questa cifra e' arrivato molto vicino al 55 % di astensione alle urne.

      Quali saranno ora le scelte politiche del governo dopo queste
      elezioni?
      In effetti, il Premier Greco Kostas Karamanlis, dopo che i primi
      risultati sono stati resi pubblici, ha dichiarato che il suo Governo
      dovrà continuare le riforme economiche che hanno come scopo
      principale il rispetto degli standard dell'Unione Europea.

      Pero, secondo diversi analisti politici, questo non e' l'unica
      battaglia che il Governo Greco dovrà affrontare. Secondo queste
      analisi geopolitiche, la Grecia nella sua storia moderna è stata
      sempre privilegiata dall'Occidente ed in particolare dalle politiche
      e dagli interessi della Gran Bretagna e degli USA, ma ora deve
      confrontare la sua democrazia interna con gli standard internazionali
      degli altri paesi europei.

      Ricordo agli ascoltatori di Radio Radicale che la Grecia e' uno dei
      due paesi dell'Unione Europea che non hanno ratificato la Convenzione
      Europea dei Diritti dell'Uomo. Vorrei informarvi poi che l'inviato
      degli Stati Uniti all'OSCE (l'Organizzazione per la Sicurezza e la
      Cooperazione in Europa), Clifford Bond, in un incontro tenutosi a
      Varsavia in Polonia l'11 di Ottobre sulla implementazione degli
      Standard Internazionali dei Diritti Umani nei paesi membri di questa
      importante organizzazione, ha dichiarato che l'amministrazione
      americana e' preoccupata per il trattamento che la Grecia riserva nei
      confronti delle persone di etnia Albanese, Macedone e Turca.

      L'inviato USA ha aggiunto anche che Washington continuerà a fare
      appello alla Grecia perché favorisca la comprensione tra le diverse
      Etnie e rispetti gli Standard Internazionali sui Diritti Umani oltre
      alle promesse fate dalla stessa Grecia all'OSCE.

      Secondo il sito ufficiala del Ministero Greco degli Affari Esteri, il
      portavoce di questo ministero, Jorgo Koumoutsakos, in una conferenza
      stampa ha definito le dichiarazione dell'inviato USA come sbagliate e
      tendenziose.

      Koumoutsakos, dichiarando che secondo il suo ministero l'unica
      minoranza presente in Grecia è quella musulmana. Per quanto riguarda
      le altre presupposte minoranze, ha aggiunto che nessuno Standard
      Internazionale potrebbe offrire ad un gruppo di emigranti Albanesi
      tale status per qualsiasi specifica importanza loro in Grecia.

      Inoltre, a proposito della presupposta minoranza Macedone, secondo lo
      stesso portavoce a nessuno di 2 milioni e mezzo di Greco-Macedoni che
      vivono nella Macedonia Greca piacerebbe essere considerato una
      minoranza.

      In effetti, l'inviato USA all'OSCE Clifford Bond si era complimentato
      con il governo greco per aver permesso la costruzione di una Moschea
      ad Atene (di cui hai gia' parlato tu) e di aver permesso ai Turchi di
      imparare la loro lingua materna in una scuola della Tracia
      Occidentale.

      Bisogna ricordare che la Grecia era l'unico paese europeo che non
      aveva ancora permesso la costruzione di una Moschea nel suo
      territorio…
      E' vero però dobbiamo anche dire che tutto questo non basta a
      tranquillizzare Washington sugli Standard dei Diritti Umani.

      Molto probabilmente la dichiarazione dell'inviato USA all'OSCE sulla
      minoranza Albanese in Grecia, non ha considerato soltanto il gruppo
      degli Emigranti Albanesi, che secondo diverse fonti di informazione
      dovrebbero essere circa 600.000, e ai quali purtroppo non è stata
      data la possibilità di votare nelle elezioni locali, come era stato
      promesso prima, e come prevedono gli standard europei.

      Quindi a chi si riferiva il rappresentante americano?
      Potrebbe essere che l'Ambasciatore americano e la politica di
      Washington abbia considerato altri grandi gruppi di cittadini Greci
      di origine Albanese che sono stati assimilati forzatamente dalla
      Grecia nel corso della storia.

      Infatti, secondo James Pettifer, un noto professore dell'Accademia
      della Difesa del Regno Unito, la cifra degli Albanesi in Grecia
      potrebbe arrivare a qualche milione e queste popolazioni sono
      composte dagli originali Ortodossi Albanesi chiamati Arvanitas e dai
      Çami ortodossi non espulsi insieme con gli altri Çami Musulmani dalla
      Grecia alla fine della seconda guerra mondiale.

      Secondo il professor Pettifer, ma anche altri studiosi del campo
      confermano questi dati, queste popolazioni conservano ancora al
      giorno d'oggi la loro identità Albanese, e anche se viene impedito a
      loro di insegnare o di imparare la lingua albanese, nelle loro case
      continuano ad usare la loro lingua materna.

      Questa è una questione interessante. Cosa ci puoi dire di più su
      questa tema?
      Vorrei portare all'attenzione degli ascoltatori la polemica esplosa
      in Albania tra l'Ambasciatore Greco a Tirana, Costantino Kokossis ed
      importanti esponenti politici Albanesi.

      All'inizio, l'ambasciatore Greco Costantino Kokossis, appena nominato
      a Tirana dopo una lunga esperienza nel Ministero Greco degli Affari
      Esteri, intervistato dal canale televisivo Albanese "ALSAT", che
      trasmette quasi nelle tutte le arie Albanesi dei Balcani, aveva
      definito tutta la popolazione dei Çami come dei collaborazionisti
      degli occupanti nazi - fascisti durante la seconda guerra mondiale.

      Secondo l'ambasciatore Kokosis, alla fine della guerra, dopo la
      sconfitta degli occupanti, i Çami anche se erano cittadini Greci,
      lasciarono il paese di propria volontà insieme con i nazi - fascisti!

      Tale dichiarazione ha suscitato la reazione decisa delle
      organizzazioni che rappresentano la popolazione dei Çami in Albania,
      come il Partito per la Giustizia ed Integrazione Europea e l'Istituto
      degli Studi sulla Çamëria.

      I rappresentanti di queste organizzazioni hanno tenuto una conferenza
      stampa definendo le dichiarazioni dell'ambasciatore Greco come delle
      interpretazioni che non hanno niente a che fare con la realtà
      storica, aggiungendo che all'epoca furono compiuti crimini mostruosi
      contro la popolazione innocente e indifesa dei Çami, che dovrebbero
      essere considerati Crimini contro l'Umanità.

      La reazione delle Organizzazioni dei Çami non ha avuto nessun
      riscontro pubblico da parte dell'Ambasciatore Kokosis, ma lo stesso
      Ambasciatore, intervistato alcuni giorni dopo dal giornale
      Albanese "Shqip", non ha voluto menzionare il caso della minoranza
      dei Çami tra la Grecia ed Albania.

      Cercando poi di fare un resoconto dei problemi che deve affrontare la
      Minoranza Greca in Albania, l'ambasciatore ha fato appello
      all'opinione pubblica Albanese perché accetti l'esistenza di scuole
      Greche in Albania, paragonando questo con le richieste simili degli
      Albanesi della Macedonia.

      Queste dichiarazioni dell'ambasciatore greco hanno suscitato altre
      reazioni forti da parte di diversi esponenti politici di spicco in
      Albania, tra cui Sabri Godo, leader storico del Partito Repubblicano
      Albanese e Pellumb Xhufi, ex Ambasciatore a Roma ed attuale deputato
      e leader del Movimento Socialista per l'Integrazione Europea.

      Sabri Godo, dicendo che l'Ambasciatore Greco sbaglia di grosso quando
      dice che la minoranza Greca sa lottare onestamente per la sua
      sopravvivenza in Albania, ha aggiunto che l'ambasciatore stesso non
      ha portato nessun argomento serio per provare l'esistenza di minacce
      contro tale minoranza in Albania, poiché nella storia Albanese non ci
      sono mai stati conflitti etnici.

      Secondo Godo, l'Ambasciatore Greco non dovrebbe dare lezioni sulla
      situazione delle minoranze etniche in Albania, evitando la grave
      situazione dei Çami espulsi con la violenza dalle loro terre e dalle
      loro case, e in più evitando il caso degli Arvanitas ai quali si sono
      sempre stati negati i diritti etnico - culturali in Grecia.

      Invece, il politico e lo storico Pellumb Xhufi, approfondendo gli
      argomenti citati da Godo ha portato all'attenzione dell'opinione
      pubblica il fato che le scuole Greche in Albania sono sempre esistite
      sin dal diciottesimo secolo nei territori Albanesi abitati dalle
      minoranze.

      Pellumb Xhufi, che è stato anche Vice Ministro degli Affari Esteri,
      ha aggiunto che anche durante il periodo della dittatura comunista in
      Albania la minoranza greca ha avuto proprie scuole nella sua lingua
      materna e anche programmi radiofonici e televisivi.

      Secondo Xhufi paragonare la condizione della minoranza Greca in
      Albania con quella degli Albanesi in Macedonia, dove c'è una
      percentuale di circa il 30 % di Albanesi e i diritti alla educazione
      nella lingua materna sono stati rispettati solo dopo gli anni 90, e'
      del tutto assurdo.




      --- In cameria@yahoogroups.com, "albertinobe" <albertinobe@...> wrote:
      >
      > Ministria e jashtme greke kerkon te zhduki dhe shuaje çeshtjen çame
      > perfundimisht
      >
      > Shkruan : Abedin Rakipi
      > Shoqata Çameria Bruksel
      >
      > Zbulohet plani grek
      >
      >
      >
      > Duke bere disa kerkime rreth deputeteve Europeane sot ne mengjes me
      > ra ne dore nje raport i ministrise se jashtme greke ku flitet per
      > çamet. Zoti M . TSAKAS qe eshte nje nder zedhenesit dhe gazetaret e
      > akredituar te qeverise Greke deklaron faktin qe kur Eurodeputetja
      > Doris Pack ne Parlamentin European kishte ngritur çeshtjen çame dhe
      i
      > kishte kerkuar shtetit helen qe zyrtarisht te lejonte çamet te
      > vizitonin vendin e tyre dhe te kishin mundesine te vendosnin nje
      tufe
      > lule mbi varret e te pareve te tyre. Zoti TSAKAS panikon dhe ne
      > raport ben pyetjen pas se ciles fshihet gjithe frika greke : ç'do
      te
      > thote kjo ? A po hapet rruga per nje rikthim te çameve ne çameri ?
      > Keto dy pyetje paralajmeruese per qeverine helene zoti Stakas i
      > shoqeron me pikepyetje te zgjatura qe tregojne qarte alarmin qe ai
      do
      > ti japi diplomacise helene qe te reagoje sa me shpejt para se
      vertete
      > çeshtja çame te beje buje ne arenen nderkombetare , gje kjo qe do
      te
      > hapte nje debat te vertete diplomatik dhe politik te çeshtjes çame,
      > debat nga i cili Greqia e di se do te dilte e humbur. Akuzat helene
      > deri me sot kane penguar çamet qe te kthehen ne çameri dhe kane
      bere
      > qe mos te hapet kurre kjo çeshtje ne arenen nderkombetare duke
      bindur
      > vendet Evropjane qe vertete çamet ishin bashkepunues me nazistet.
      Kjo
      > gje ka ndodhur deri para disa vitesh kur çamet ju futen kerkimeve
      > pafund neper arkiva dhe tani bindshem po provojne me fakte dhe
      prova
      > historike se teza greke eshte fallco. Por fakti qe çamet po
      provojne
      > qe teza greke eshte fallco nuk e tremb Greqine sepse ajo ka 200
      vjet
      > eksperience ne fushen e genjeshtrave historike. Ajo qe po alarmon
      > Greqine nuk eshte fakti se çamet po provojne se kane te drejte por
      > jane pasojat do ti duhet te perballoje Greqise nese bota e lire hap
      > debatin e çeshtjes çame ne arenen diplomatike. Kjo do te thote qe
      ne
      > qofte se hapet ky debat Europa qe deri dje i ka besuar verberisht
      > Greqise per kete çeshtje sot nuk do ta kete te veshtire te dyshoje
      > dhe duke dyshuar te verifikoje vertete nese çamet ishin
      > bashkepunetore me nazistet apo jo. Duke qene se mund ti dali
      > genjeshtra hapur ne shesh Greqise jo vetem do ti duhet ta pranoje
      ate
      > por edhe tju kerkoje falje çameve. Kjo do te sillte si rrjedhoje
      > automatikisht edhe lejimin e kthimit te çameve ne çameri dhe
      > demshperblimin financiar qe do ti duhej Greqise tja bente çameve
      per
      > gjenocidin dhe keto 60 vjet shfrytezimi te pasurive te çameve. Dhe
      > nje kthim i çameve ne çameri por kesaj here nen organizimin dhe
      > mbikqyrjen e kombeve te bashkuara do te ripopullonte çamerine me
      > shqiptare qe greqia ndoshta sdo ti hiqte dot kurre me nga trojet e
      > tyre fale mbikqyrjes dhe kushteve paqesore qe do te caktonin kombet
      e
      > bashkuara. Greqia me nje levizje mund te kishte dale shah mat dhe
      do
      > vihej ne banken e te akuzuarve per gjenocid dhe spastrim etnik.Kjo
      > levizje ishte nderkombetarizimi dhe hapja e debatit ne arenen
      > nderkombetare, sidomos parlamentit Evropjan. Tsakas dhe shume
      njerez
      > te tjere te ministrive greke e kuptuan shume shpejt qe shoqatat
      çame
      > desh i vune shah mat dhe per te mos i lene ata te levizin me bene
      > gjithcka per izolimin e çeshtjes çame brenda Shqiperise. Ata
      > mobilizuan gjithe apartheidin ortodoks dhe minoritar grek ne
      > politiken Shqiptare qe te hidhet pashte rezoluta per çeshtjen çame
      ne
      > parlamentin shqiptar, gje kjo qe ishte goditje e forte kunder
      çameve
      > nga qeveria e Tiranes dhe parlamenti i natyralizuar grek edhe pse
      ai
      > te ate kohe perfaqesonte popullin shqiptar duke marre nje vendim
      qe
      > Athina e priti me duartrokitje dhe shperblime te medha.
      >
      > STAKAS vazhdon dhe me poshte ne raport ben pyetjen qe shfaq qarte
      dhe
      > haptas planin grek per izolimin dhe zhdukjen perfundimtare te
      > çeshtjes çame. Pyetja eshte : A ndoshta do ti sherbente Greqise qe
      > kjo çeshtje te hapet ne nje kuader Evropjan ? A nuk duhet me mire
      qe
      > Greqia ta parandaloje kete dhe ta hapi debatin vetem me Shqiperine
      si
      > nje çeshtje qe duhet te zgjidhet vetem mes dy vendeve te prekura
      nga
      > çeshtja ? Keto dy pyetje qe Stakas ja ben kolegut te tij
      Koumoutsakos
      > tregojne gjithçka. Keto dy pyetjeshprehin qarte friken qe ka
      Athina
      > nga hapja e kesaj çeshtje ne arenen nderkombetare dhe hedhin drite
      > mbi taktiken qe po ndjek Greqia per zbutjen e çeshtjes dhe
      diskutimin
      > e saj vetem me Shqiperine dhe ne asnje menyre ne nje kuader
      > European. Athina e di qe ne kuvendin e Tiranes e hedh vallen me
      > Buzuqi dhe i blen politikanet tane si fshatari bajgat e lopes ndaj
      > edhe eshte e sigurt qe nga Shqiperia asaj nuk i vjen asnje rrezik
      nga
      > hapja e çeshtjes çame prandaj edhe po ben gjithçka qe ta hapi ate
      ne
      > nje konkekst vetem mes dy vendeve duke groposur keshtu
      perfundimisht
      > shpresat e çameve per nje zgjidhje te drejte te çeshtjes se tyre.
      Ajo
      > ne kete menyre eviton skandalin nderkombetar dhe varros njehere e
      > pergjithmone shpresen per nje kthim te çameve ne trojet e tyre duke
      i
      > dhene karte te verdhe planit te vorio-epirit.
      > Por pika me kulminante e skandalit eshte pergjigja qe Koumoutsakos
      i
      > ben Stakasit duke i thene : Qeveria greke eshte pozicionuar dhe ka
      > marre masa per kete çeshtje, nqs nje tdite parlamenti European hap
      > kete çeshtje edhe ne do te pozicionohemi. Cilin pozicion dhe cilat
      > masa ka marre qeveria greke per kete çeshtje ?
      >
      > Ato jane te shu<br/><br/>(Message over 64 KB, truncated)
    • albertinobe
      (2004/C 78 E/0644) PREGUNTA ESCRITA E-3608/03 de Marco Pannella (NI), Maurizio Turco (NI), Marco Cappato (NI), Gianfranco Dell Alba (NI), Benedetto Della
      Message 2 of 4 , May 2, 2008
        (2004/C 78 E/0644) PREGUNTA ESCRITA E-3608/03
        de Marco Pannella (NI), Maurizio Turco (NI),
        Marco Cappato (NI), Gianfranco Dell'Alba (NI),
        Benedetto Della Vedova (NI)
        y Olivier Dupuis (NI) a la Comisión
        (5 de diciembre de 2003)


        Asunto: Violación por parte de Grecia de los derechos de la minoría
        çam o cham
        En julio de 1944 fueron expulsados por la fuerza de Çamëria o
        Chameria 44 000 albaneses de religión
        musulmana acusados de colaboracionismo con los ocupantes nazis y
        fascistas, acción que supuso el
        epílogo del genocidio perpetrado contra esta población, a la que
        también se le confiscaron bienes muebles
        e inmuebles (tierras, vivienda, ganado y enseres).
        La población cham de religión ortodoxa que permaneció en Chameria no
        goza hoy en día de los derechos
        reconocidos por la Unión Europea, y en especial de los derechos de
        las minorías étnicas y lingüísticas y del
        derecho a aprender la lengua albanesa en escuelas albanesas,
        prohibidas por el Estado griego.
        Únicamente sobre la base de una posición político-jurídica paritaria
        de ambas minorías, tanto en Grecia
        como en Albania, podrán establecerse relaciones de amistad sinceras y
        sólidas entre ambos países y sus
        ciudadanos.
        ¿Puede indicar la Comisión qué medidas tiene intención de adoptar
        para que la población albanesa de
        religión musulmana expulsada de Chameria vuelva a su territorio de
        origen, en el que asimismo pueda
        obtener el derecho a la devolución de sus propiedades y a una
        indemnización por los daños patrimoniales
        sufridos?
        ¿Qué medidas tiene intención de adoptar la Comisión para que se
        garantice a la población cham de
        religión ortodoxa que vive en Chameria la posibilidad de utilizar la
        lengua albanesa en documentos
        oficiales, así como la de gozar de plenos derechos civiles en Grecia,
        al igual que goza de esos derechos la
        minoría griega en Albania?
        Respuesta del Sr. Patten en nombre de la Comisión
        (3 de febrero de 2004)
        La Comisión es consciente de las alegaciones de la población albana
        de que sus derechos no se respetan
        plenamente en Grecia, principalmente por lo que se refiere a las
        propiedades confiscadas al final de la
        Segunda Guerra Mundial.
        La Comisión considera que se trata principalmente de una cuestión
        bilateral entre Grecia y Albania. No
        obstante, la Comisión señala que en 2003 se han observado algunos
        signos positivos. Se han celebrado
        reuniones de alto nivel (entre el Primer Ministro Nano y el Primer
        Ministro Simitis) para, entre otras cosas,
        tratar la validez de la denominada «Ley de Guerra» (establecida por
        Grecia y que supuestamente se aplica a
        los albaneses), el acceso de los albaneses a los tribunales griegos
        para defender sus derechos y la respuesta
        de estos tribunales. La Comisión indica que en una sesión del
        Parlamento albano (15/05/03), el Sr. Nano
        especificó que el Gobierno albanés considera que el «estado de
        guerra» ha dejado de existir porque los dos
        países habían firmado un Acuerdo de cooperación el 21 de marzo de
        1996. El «estado de guerra» es una
        cosa del pasado, concluyó el Sr. Nano. Asimismo, el Sr. Sali Berisha.
        Presidente del Partido Demócrata
        (principal partido de oposición), ha declarado también que en la
        actualidad no existe un «estado de guerra»
        entre Grecia y Albania. A pesar de que la controversia sobre las
        propiedades confiscadas continúa, puede
        considerarse que se avanza por buen camino.

        --- In cameria@yahoogroups.com, "albertinobe" <albertinobe@...> wrote:
        >
        > Radio Radicale, "Passaggio a Sud Est" a Cura di Roberto Spagnoli
        >
        > Le corrispondenze sulle relazioni tra Grecia e Albania sembrano
        avere
        > di mezzo il caso sospeso della popolazione Çama
        > Purtroppo se il passato nasconde delle ingiustizie storiche ci
        > dovrebbe essere per forza un futuro corretto ad aggiustarle per
        > ottenere alla fine, dopo la giustizia, una pace permanente. Citando
        > questa filosofia che è anche nostra, radicale, e per arrivare al
        > concreto, vorrei informare gli ascoltatori sulla visita, giovedì
        > scorso, del presidente della repubblica Greca, Karolos Papoulias
        > nella città di Paramithia, nel nord della Grecia, per partecipare
        ed
        > onorare l'anniversario di un evento storico accaduto il 29
        settembre
        > 1943, quando i nazisti, durante la seconda guerra mondiale,
        > fucilarono 49 consiglieri Greci.
        >
        > Nonostante il fatto che né i notiziari greci, né i discorsi
        > pronunciati in occasione dell'anniversario, abbiano menzionato il
        > caso dei Çami, i testi di storia nelle scuole greche lo insegnano
        ai
        > giovani greci: si trattò di un evento tragico in cui i nazisti,
        > collaborando con dei cittadini Greci dell'origine Çama (Cham),
        hanno
        > condannato e fucilato dei patrioti greci. E secondo questi testi
        > storici, fu proprio questo massacro, storico per la Grecia, paese
        > membro dell'Unione Europea, che causò l'odio greco nei confronti
        > della popolazione Çama (Cham) accusata di collaborazionismo con gli
        > occupatori nasi - fascisti, e nel giugno 1944 con la forza furono
        > cacciati dalla Çameria circa 44.000 cittadini Greci d'origine Çama
        > (Cham) e religione musulmana.
        >
        > Ma, facendo riferimento a quella parte della storia che riguarda il
        > rapporto tra greci ed i Çami (Chams) albanesi, bisogna affermare
        che
        > quell'evento fu il pretesto di un vero genocidio contro una
        > popolazione innocente, della quale non furono risparmiati né donne,
        > né bambini, né anziani greci, appartenenti alla popolazione
        musulmana
        > Çama (Cham). Per di più, a questa popolazione furono altrettanto
        > confiscati sia i beni mobili sia immobili, terra, abitazioni,
        > bestiame e arredi domestici. E per dare voce alla ragione
        scientifica
        > storica, e non a quella politica e manipolata, bisogna affermare
        che
        > la Grecia, durante la sua storia, ha trattato tradizionalmente i
        > cittadini d'appartenenza musulmana come Turchi, cioè come nemici
        > storici, e ha sempre usato ogni possibilità per mandarli fuori del
        > territorio Greco. Soltanto durante il periodo tra il 1921 e 1926 vi
        > furono diverse deportazioni della popolazione albanese Çama (Cham)
        di
        > religione musulmana in quanto risposta alla deportazione della
        > popolazione greca dell'Asia minore durante la rivoluzione turca
        > guidata da Kemal Ataturko.
        >
        > Ritornarsi nell'ultimo evento di Paramithia
        > Inoltre, all'evento di Paramithia "stranamente", la parte della
        > popolazione Çama (Cham) di religione ortodossa non ha avuto lo
        stesso
        > destino di quella musulmana anche se erano della stessa popolazione
        > accusata e condannata come collaborazionista.
        >
        > Tornando all'ultimo evento, dobbiamo affermare che anche se nei
        > discorsi pubblici del Presidente Greco Papoulias a Paramithia, sia
        > stato evitato il riferimento alla collaborazione dei Çami con i
        > nazisti, per la prima volta, dalla fine della Seconda Guerra
        > Mondiale, un presidente della Repubblica Greca partecipa alla
        > celebrazione di quest'anniversario a Paramithia, regione di
        > Thesprotia nella Grecia del Nord ai confini con l'Albania! Fonti
        > giornalistiche Greche, oppure politicamente vicino ad Atene,
        pongono
        > la visita del presidente greco a Paramithia in connessione al caso
        > dei Çami. E, infatti, citano un evento accaduto nell'aprile 2002,
        > quando scoppiarono due bombe nella metropolitana di questa città ed
        > alla stazione della polizia. Anche se le autorità greche hanno
        > arrestato e condannato due giovani greci in quanto autori
        > dell'accaduto, i sopra citati media, ignorando che
        > nessun'organizzazione dei Çami ha proclamato la responsabilità di
        > quegli atti violenti, e rilevando artificialmente che tutto è
        > accaduto nei territori dal quale sono stati cacciati i Çami, le
        > autorità Greche hanno reagito cosi per motivi tattici!
        >
        > Dal punto di vista giuridico non si potrebbe garantire nessuna
        delle
        > scelte, ma dal punto di vista politico, la cosa certo è molto
        > significante. Questa visita presidenziale a Paramithia dovrebbe
        aver
        > trovato le vere ragioni nelle ultimi organizzazioni legali e
        > democratici dei Çami in Albania. Questa popolazione oramai si è
        > raggruppata, oltre nell'associazione ed in un Istituto degli Studi
        > della storia della Çamëria, che hanno status di un'ONG, anche in un
        > partito politico. Partito che si è chiamato "Per la Giustizia ed
        > Integrazione Europea", che oltre a svolgere il proprio ruolo nei
        > confronti di tutti i cittadini albanesi, mira all'ottenimento di
        due
        > cose principiali per la popolazione Çama (Cham): il diritto alla
        > restituzione della proprietà ed al risarcimento di tutti i danni
        > patrimoniali, ma anche il diritto dell'ambivalenza di cittadinanza,
        > sia quella greca, che gli è stato negato tramite un decreto legge
        > durante il regime comunista del dittatore Enver Hoxha; che
        > quell'Albanese che oramai godono d'anni.
        >
        > I veri spunti in Albania
        > Infatti, la ragione che ha fatto sì che la popolazione dei Çami
        > (Chams) si decidesse nell'organizzarsi anche come partito politico,
        > bisogna dire, ha trovato spunto dopo che una risoluzione
        parlamentare
        > nella scorsa legislatura, depositata da alcuni deputati del centro
        > destra Albanese, appena stava per essere approvata dalla
        maggioranza
        > dei deputati, e' stata bocciata dopo l'intervento forte del partito
        > della Unione dei Diritti Umani, cioè della minoranza greca in
        > Albania, e secondo fonti giornalistiche, anche dopo un intervento
        > forte di Atene nei confronti dell'ex Governo di Fato Nano.
        >
        > Un altro dato di fatto che potrebbe aiutare gli ascoltatori a
        capire
        > meglio questa fotografia veloce radiofonica, sarebbe anche l'ultima
        > iniziativa politica del partito dell'Unione per i Diritti Umani e
        > dell'Associazione OMONIA, dei minoritari greci in Albania, che
        > domandano una nuova registrazione della popolazione in Albania. Fin
        > qua niente di male, ma essi vogliono questa registrazione per avere
        > la fotografia etnica e religiosa della società. Noi non possiamo
        > affermare che fanno una tale richiesta spinta dall'ignoranza oppure
        > dalle cattiverie, però avanzare tale richiesta all'unico stato
        della
        > regione Balcanico, auto-dichiarato laico sin dalla proclamazione
        > dell'indipendenza dopo la caduta dell'Impero Ottomano, e che è
        > riconosciuto internazionalmente di un equilibrio storico religioso,
        > certo che ti dovrà fare riflettere bene.
        >
        > La corrispondenza del 29 d'ottobre 2005
        >
        > Le Reazioni Greche al confronto del caso dei çami.
        > Ho la possibilità di informare che secondo i mas-smedia Albanesi,
        un
        > cittadino Albanese ha aperto un caso legale presso un Tribunale di
        > Thessalonico in Grecia. Infatti, fin ora nessuno conosce l'identità
        > di questo cittadino Albanese, però si afferma che lui ha aperto un
        > processo legale per ottenere il diritto della proprietà familiare
        > nella città di Thessalonico, la qual è stata confiscata nel 1940
        > secondo il decreto legge 2636, il quale ha confiscati sia i beni
        > mobili sia immobili, terra, abitazioni, bestiame e arredi domestici
        > ad una popolazione considerata collaborazionista del nazi -
        fascismo.
        >
        > Al confronto del caso legale, secondo le stessi fonti, il diritto
        > della proprietà del terreno era, infatti, stato ereditato
        legalmente
        > dal cittadino menzionato durante il 1967, e successivamente, nel
        1993
        > lo stato Greco, senza essere il proprietario legale del terreno,
        > aveva dato quella proprietà alla costruzione di un centro
        commerciale
        > privato.
        >
        > Però ad arrivare in concreto, sembra che il Tribunale di
        Thessalonico
        > ha dato retta all'amministrazione statale Greca, membro a pieno
        > titolo dell'Unione Europea, e non al cittadino privato, portando il
        > capo procuratore della Tribunale di Cassazione Greca, Dimitros
        Linos,
        > a chiedere al suo Tribunale di decidere che tutte le proprietà
        > confiscate, ad allora cittadini Greci di origine Albanese, vengano
        > messi legalmente operativi poiché il decreto legge 2636 e' ancora
        in
        > vigore ed a pieno titoli!
        >
        > La storia di questo decreto legge ed una fotografia di
        retrospettiva
        > storica
        > Cari ascoltatori, forse qualcuno di voi non ci crederebbe, pur
        > essendo uno storico di professione, nonché un cittadino tra i
        milioni
        > di voi, però l'origine di questo decreto legge viene sin dall'epoca
        > in cui Italia occupò l'Albania nel 1939, proclamando così anche
        > l'Unione Reale Italo – Albanese, e quando il suo alleato, la
        > Germania, occupò Romania e Bulgaria, facendo nel 1940, la Grecia
        > impaurita della precipitazione della situazione, tramite un decreto
        > legge chi si e' intitolato 2636, proclamò la guerra contro l'Unione
        > Reale Italo – Albanese.
        >
        > Infatti, basato sullo stesso decreto legge, le autorità giudiziarie
        e
        > militari greche hanno realizzato un vero genocidio contro la
        > popolazione Çama (Cham) Albanese di religione musulmana che
        all'epoca
        > erano cittadini greci a pieno titolo. E tramite lo stesso decreto
        > legge, implementato dai Tribunali Militari Greci dell'era, a questi
        > cittadini gli sono stati confiscati sia i beni mobili sia immobili,
        > terra, abitazioni, bestiame e arredi domestici, dichiarandole
        > proprietà del nemico, cioè del Regno Unito Italo – Albanese e dei
        > collaborazionisti della nazismo tedesco. Ma, facendo riferimento a
        > quella parte della storia, incidentalmente quando Italia proclamò
        > guerra alla Grecia, l'Albania automaticamente era legata al fatto
        > storico, e nel 1941 essendo occupata dall'Italia, diventò una base
        > militare per invadere militarmente la Grecia.
        >
        > Citando la storia santifica e non quella manipolata, la politica
        > dell'Italia dell'epoca aveva promesso agli Albanesi di liberare i
        > territori Albanesi, principalmente i Çama (Cham), messi
        ingiustamente
        > sotto il dominio della stato Greco. Per di piu e piu tardi, con la
        > capitolazione dell'Italia e del dopo invasione della Germania nei
        > Balcani, quest'ultimo evento storico ha portato formalmente anche
        > una "unificazione" dei territori Albanesi nei Balcani, facendo cosi
        > funzionare formalmente anche un'amministrazione comune. Ma,
        > analizzando quell'epoca storica in connessione con la situazione
        > politica e storica attuale, bisogna affermare che potrebbe essere
        > quella politica Italo – Tedesca al confronto del caso Albanese, che
        > di certo ha portato anche del collaborazionismo Albanese con gli
        > occupatori dell'epoca. Pero com'e' del tutto chiaro e confermato,
        gli
        > Albanesi dell'epoca, sia quelli sotto I Greci, la stessa
        popolazione
        > çama anche, che quelli sotto i Serbi, particolarmente i Kossovari,
        > nonché Albanesi dell'Albania, hanno lottato in modo deciso contro
        il
        > nazi - fascismo.
        >
        > Ma ai giorni d'oggi, non citando qua i patti storici e gli sviluppi
        > politici del durante la guerra fredda, quell'epoca viene
        considerata
        > nulla al confronto dell'Italia e la Germania, visto che tutti e tre
        > gli stati fanno oramai parte, a pieno titolo, dell'Unione Europea e
        > della NATO. Peraltro, lo stato Greco ha deciso di non abolire a
        pieno
        > titolo il decreto legge 2636, facendo anche delle assurde acrobazie
        > politiche. E' molto possibile, però non confermato, che il governo
        > greco ha fatto abrogare tale decreto legge da anni, però il
        > Parlamento greco non ha ricevuto ancora niente per ratificarlo e
        > farlo entrare in vigore…!
        >
        > Riflessione d'oggi in Grecia al confronto d'Albania
        > Ovviamente che tale ipotesi, bisogna essere verificato in modo
        > professionale, istituzionale e politico anche in dimensioni
        Europei,
        > però bisogna aggiungere in piu che, sin dal 1996 la Grecia ha anche
        > un Accordo d'Amicizia con l'Albania, firmato rispettivamente
        > dall'allora presidenti Greco, Andreas Papandreus e presidente
        > Albanese, Sali Berisha. Tanto è vero che è quest'Accordo d'Amicizia
        > tra i due paesi confinanti che ha portato la base legale delle
        > facilitazioni dei progetti economici e finanziari della Grecia ad
        > ottenere il primo posto nella classifica degli investimenti
        stranieri
        > in Albania, però a fare la fotografia della situazione Grecia al
        > riguardo, bisogna concludere in modo coerente. Citando qua il
        > detto "la casualità è la chiave del destino" bisogna informare che
        la
        > Grecia festeggia ogni 28 d'Ottobre la liberazione del paese
        > dall'occupazione fascista, e secondo la tradizione popolare, le
        > scuole della Grecia da anni fanno premiare gli alunni migliori,
        dando
        > la possibilità di issare la bandiera greca davanti alla scuola ed
        > altri alunni. Però, negli ultimi 10 anni, è successo che tanti
        alunni
        > migliori delle scuole Greche erano "casualmente" degli Albanesi,
        > provocando cosi un'onda di razzismo inaudito greco contro gli
        > Albanesi immigranti.
        >
        > Secondo la stampa greca ed Albanese, soltanto nei giorni d'oggi si
        > sono verificati due casi:
        > a Patra in una scuola media, gli alunni greci hanno abbandonato le
        > lezioni poiché, Sonila Metushi era eletta ad essere la prima della
        > scuola e dovrebbe issare lei la bandiera greca davanti alla scuola;
        > ed a Thessalonico, ad altro scuola media, per giorni diversi gli
        > alunni greci hanno protestato poiché, il consiglio pedagogico della
        > scuola aveva premiato Irini Xhimo, un'alunna Albanese, ad issare la
        > bandiera. Per concludere, secondo un ultimo rapporto dell'ottobre
        > 2005 d'Amnesty International, le autorità Greche generalmente, e
        > particolarmente quelli della polizia fanno un eccesso dell'uso
        della
        > forza contro i cittadini Albanesi emigrati in quel paese. Questo
        > rapporto ha tutto documentato anche se le autorità greche non
        > accettano niente. Ma, dicendovi buona notte, vi promettiamo che
        alla
        > prossima corrispondenza v'informeremmo sulle reazioni in Albania,
        > Grecia ed altrove sull'accaduto.
        >
        > La corrispondenza del cinque di novembre 2005
        >
        > Un incidente diplomatico tra Albania e la Grecia
        > Cari ascoltatori partendo oggi, da cui siamo rimasti il sabato
        > scorso, cioè nel caso della minoranza Çami (Chams) tra Albania e la
        > Grecia, dobbiamo informarvi che il martedì scorso nell'1 di
        Novembre,
        > il presidente greco, Karolos Papoulias, ha realizzato una visita
        > informale in sud dell'Albania. Infatti, e purtroppo, quella visita
        si
        > è interrotto da un'imprevista decisione dello staff diplomatico
        della
        > presidenza Greca. Presidente Greco Papoulias, appena visitato la
        cita
        > d'Argirocastro, e partito per la città di Quaranta, in cui era
        > previsto anche un incontro con il Presidente della Repubblica
        > d'Albania, Alfred Moisiu, invece di arrivare al incontro con
        > presidente Albanese, Presidente Greco ha deciso di tornarci in suo
        > paese!
        >
        > Subito dopo, secondo i fonti Greci di mass media, le autorità
        Greche
        > hanno dichiarato che questa decisione era preso dai due presidenti
        > rispettivi per motivi di sicurezza, visto che a Quaranta un gruppo
        di
        > cittadini Çami (Chams) aveva organizzato un comizio di benvenuto al
        > presidente greco. La risposta della presidenza Albanese e stata
        > immediata. Il porta voce della presidenza Albanese ha realizzato
        una
        > conferenza stampa, facendo presente che il presidente Alfred Moisiu
        > giudicava che la decisione presa dal presidente Greco di non
        > realizzare la sua visita a Quaranta e non incontrare il Presidente
        > Albanese, era del tutto irrazionale e senza precedenti nelle
        > relazioni tra i due paesi. Il porta voce ha aggiunto che le forze
        di
        > polizia avevano offerto tutte le garanzie dovute e che il comizio
        era
        > del tutto democratico. Concludendo, il porta voce ha dichiarato che
        > nonostante ciò, il Presidente Albanese continuerà a lavorare che i
        > relazioni tra i due paesi si rafforzano in futuro.
        >
        > Infatti, la posizione presa dal Presidente Albanese, è stata
        seguita
        > da un'altra dichiarazione del Ministro degli Affari Esteri
        d'Albania,
        > Besnik Mustafai, il quale ha dichiarato che i comizi democratici
        > vengono realizzati nei paesi democratici, com'e' vero che è anche
        La
        > Grecia del presidente Papoulias. Tale dichiarazione è stata seguita
        > poi anche dal porta voce del Ministero degli Affari Esteri della
        > Grecia, il quale ha tenuto una conferenza stampa. Secondo il porta
        > voce greco, la responsabilità era del tutto delle autorità Albanese
        > che non hanno rassicurato la visita del Presidente Papoulias e di
        > aver dato il permesso ai Çami (Chams) di realizzare il comizio. Il
        > porta voce Greco non ha dimenticato a dire che tali incidenti non
        > aiutano Albania che vuole far parte della Unione Europea, alludendo
        > che la Grecia potrebbe usufruire il Veto.
        >
        > Ma, cosa è successo per la verità dei fatti? I rappresentanti della
        > minoranza dei Çami (Chams) tramite il comizio organizzato da loro,
        > erano presentati con dei slogan scritti in Albanese ed in Greco,
        > tramite cui avevano giudicato a dare il loro benvenuto al
        presidente
        > della Grecia, che è stato loro stato formalmente fino al 1953,
        l'anno
        > in cui, la cittadinanza Greca è stata ignorata in modo collettivo,
        > dandoci la cittadinanza Albanese nello stesso modo collettivo.
        Loro,
        > tramite questo comizio chiedevano al Presidente Greco, che,
        infatti,
        > viene considerato un politico moderatore e libertario specialmente
        al
        > confronto degli Albanesi ed Albania, di far si, che loro godono il
        > diritto legale di entrare in Grecia per tornare nelle loro case e
        > terre nella regione di Çameria. Bisogna dire che loro non hanno
        > dimenticato di menzionavano anche il fatto che il Presidente
        > Papoulias era cresciuto in convivenza con una famiglia Albanese
        Çama
        > (Cham) e musulmana come loro.
        >
        > Ma purtroppo come succede spesso nei Balcani, nell'indomani i primi
        > titoli dei giornali Albanesi e Greci dicevano: Un incidente
        > diplomatico tra Tirana ed Atene, ma ognuna delle parti
        giornalistiche
        > incolpava l'altro paese come principale responsabile dell'accaduto,
        > pero l'accaduto è stato interpretato anche dai altri mass media
        > internazionali come Free Europe Radio, BBC, Voice of America, e
        > altre. Nonostante ciò, non sono mancati anche incidenti violenti
        > contro gli emigranti Albanesi in Grecia.
        >
        > Corrispondenza del 4 di marzo 2006
        >
        > Un altro incidente tra L'Albania e Grecia
        > Il 26 di febbraio a Himara, una città molto modesta del sud
        Albania,
        > quella che avrebbe dovuto essere una festa per l'inaugurazione di
        una
        > scuola, è stata trasformata in una manifestazione organizzata
        > dall'OMONIA, l'organizzazione della minoranza greca dell'Albania! I
        > partecipanti all'inaugurazione hanno chiesto l'unificazione di
        Himara
        > con la Grecia!
        >
        > Slogan come "Viva la Grecia", "Himara è della Grecia" e tante
        > bandiere Greche e soltanto una bandiera Albanese, hanno
        accompagnato
        > l'arrivo del vice ministro degli affari esteri della Grecia,
        > Evripidis Stilianidhis e un grande gruppo di diplomatici Greci alla
        > festa. I mass media hanno fatto sapere che l'organizzatore della
        > festa l'OMONIA, con a capo il sindaco di Himara Vasil Bollano hanno
        > invitato in maniera selettiva i partecipanti alla festa.
        >
        > Mentre il mondo politico a Tirana era impegnato fuori e dentro il
        > parlamento nel dibattito su una mozione di sfiducia presentata
        > dall'opposizione socialista contro il presidente del parlamento On.
        > Jozefina Topalli, era prevista anche una partecipazione dalla parte
        > Albanese all'inaugurazione della scuola greca a Himara.
        >
        > Albert Gajo e Gjergji Bojaxhi, rispettivamente vice ministro della
        > Integrazione Europea e vice ministro dell'Economia erano partiti
        per
        > partecipare all'inaugurazione. Gjergji Bojaxhi, però, appena saputo
        > che l'edificio della scuola non aveva ottenuto legalmente il
        permesso
        > di costruzione e che anche l'autorizzazione della funzione della
        > scuola non era stata ottenuta dal Consiglio Municipale di Himara,
        ha
        > deciso di boicottare l'inaugurazione.
        >
        > Reazioni in Albania al riguardo dell'evento
        > Il Ministero dell'educazione dell'Albania, tramite il suo porta
        voce
        > Ermelinda Muho, ha fato sapere che sia la Commissione delle
        > Valutazione delle Scuole di questo livello nel Ministero
        > dell'Educazione che il Ministro, Genc Pollo, hanno dato l'OK e
        > firmato la richiesta formalizzata da una ditta privata che ha
        > realizzato anche un'altra scuola simile greca nella città Albanese
        di
        > Koritza.
        >
        > Però, secondo la legge, tale licenza diventa effettiva solo dopo
        > essere stata siglata dal Consiglio dei Ministri albanese e firmata
        > dal premier. Quest'ultimo, secondo il portavoce, non aveva ancora
        > firmato niente, ma anche se avesse firmato il premier stesso,
        sempre
        > secondo il portavoce tutto potrebbe essere effettivo per l'anno
        > scolastico 2006 - 2007.
        >
        > Confermando questo, Sali Berisha, il premier dell'Albania, ha
        > dichiarato che la scuola Greca di Himara non rappresenta nessuna
        > preoccupazione per il suo governo, ma l'assenza dei rappresentati
        del
        > ministero dell'educazione era del tutto giustificato, poiché una
        > scuola dovrà essere inaugurato quando iniziano i lezioni. Noi
        > dobbiamo dire - ha aggiunto il premier - siamo del tutto d'accordo,
        > ma le lezioni in quella scuola partiranno soltanto nel mese di
        > settembre, oppure al primo giorno di ottobre di ogni anno.
        >
        > Pellumb Xhufi, ex Ambasciatore dell'Albania a Roma, ed ora vice
        > presidente del Movimento Socialista per l'Integrazione Europea, ha
        > chiesto che la Presidenza della Repubblica reagisca al riguardo di
        > quanto accaduto provocato dall'estero in modo vergognoso. Xhufi,
        > dichiarando che quanto accaduto a Himara offende i sentimenti di
        > tutti i cittadini Albanesi ed in particolare quelli di Himara, ha
        > aggiunto che il suo partito considera l'apertura della scuola Greca
        > di Himara e quella di Koritza come atti non maturi dalla parte
        > Albanese.
        >
        > Delle valutazioni della politica Greca al riguardo
        dell'integrazione
        > Europea dell'Albania.
        > Vangjel Dule, presidente del Partito per l'Unione dei Diritti Umani
        > in Albania, conosciuto da tutti come il partito della Minoranza
        > Greca, presente personalmente nella festa, ha dichiarato che non ha
        > notato niente di scortese e non democratico nell'evento di Himara.
        > Vangel Dule, ignorando le richieste dei presenti sulla unificazione
        > di Himara con la Grecia, che a dire il vero secondo gli studiosi
        non
        > ha niente a che fare con la tradizione Greca, ha aggiunto che il
        > diritto di essere educato in una tale scuola, è una condizione al
        > confronto dell'Albania nella via dell'Integrazione Europea!
        >
        > Questo fa pensare che ci sia una strategia precisa dalla parte
        delle
        > autorità greche per portare a termine a tutti costi tali eventi.
        > Invece di aspettare l'inizio normale dell'anno scolastico, cioè
        > settembre 2006, per inaugurare la scuola Greca di Himara, hanno
        > trasformato l'inaugurazione di una scuola in una manifestazione
        > politica. Questo perché, a settembre oppure a ottobre all'inizio
        > dell'anno scolastico in Albania, sarebbe esaurito il passaggio
        dalla
        > parte tecnica alla parte politica dell'Accordo di Stabilizzazione
        ed
        > Associazione dell'Albania con l'Unione Europea. Cioè, secondo tutte
        > le dichiarazioni ufficiali, sarebbe conclusa la fase di ratifica
        > dell'accordo da parte dei singoli parlamenti dei 25 paesi membri
        > dell'Unione Europea, e con loro anche dal parlamento Greco, che in
        > tal e caso, non avrebbe nessuna possibilità di rinviare una tale
        data
        > storica al confronto dell'Albania.
        >
        > Intanto, dall'altra parte, il presidente greco Karolos Papoulias,
        in
        > sintonia con questa strategia aveva ricordato pubblicamente a
        Tirana
        > di stare molto attenta nei suoi rapporti con la Grecia e con la
        > minoranza Greca dell'Albania se vuole integrarsi nell'Unione
        Europea.
        >
        > Infatti, in questa logica, anche il vice ministro degli affari
        esteri
        > della Grecia, Evripidis Stilianidhis nel suo intervento tenuto
        nella
        > cerimonia dell'inaugurazione della scuola greca di Himara, ha
        > dichiarato che tale evento è il primo passo dell'Albania sulla via
        > dell'integrazione nell'Unione Europea. Stilianidhis, definendo i
        > cittadini Himarioti come dei patrioti Greci, ma certo soltanto i
        > partecipanti della festa e non il resto dei cittadini Albanesi di
        > Himara, ha aggiunto che la minoranza Greca dell'Albania sarà un
        ponte
        > per una migliore collaborazione tra l'Albania e la Grecia!
        >
        > Il Trattato dell'Amicizia tra Albania e la Grecia
        > In effetti, le relazioni dell'Albania con la Grecia sono definite
        da
        > un Trattato di Amicizia ratificato nel 1996. Questo trattato tra
        > altro definisce la necessità che ambe due le parti facciano il
        > possibile per risolvere i problemi riguardanti le proprietà e
        > l'educazione delle rispettive minoranze nei due paesi.
        >
        > Peraltro, il vice ministro degli esteri greco, Evripidis
        > Stilianidhis, mentre da una parte dichiarava che la scuola di
        Himara
        > è il primo passo dell'Albania sulla via dell'integrazione Europea,
        > dall'altra in un'intervista pubblicata dal giornale "Shekulli" (il
        > Secolo) ha costretto la giornalista Lindita Cela a chiedere tre
        volte
        > consecutivamente se anche la Grecia farà il possibile per aprire
        > scuole in lingua Albanese. Il vice ministro, quando non ha più
        avuto
        > modo per evitare la domanda con l'inutile retorica del caso, ha
        > risposto che per il momento non si è discusso niente di tale
        > possibilità, ma che forse in futuro…!
        >
        > Secondo l'agenzia greca ANA il 9 di febbraio 2006 la Corte di
        > Cassazione greca ha risposto alla richiesta presentata nell'ottobre
        > 2005 dal Procuratore Generale, Dimitros Linos, autorizzando lo
        stato
        > Greco a vendere legalmente le proprietà dei cosiddetti
        > collaborazionisti del fascismo durante la seconda guerra mondiale,
        > cioè di tutti Albanesi, inclusi i Çami (Chams), che invece chiedono
        > che siano riconosciuti i loro diritti negati.
        >
        > Dobbiamo dire chiaramente che questa decisione della Cassazione
        Greca
        > ha preso lo spunto dal decreto legge 2636 del 1940. Cioè dall'epoca
        > in cui Italia occupò l'Albania proclamando così anche l'Unione
        Reale
        > Italo-Albanese, atto politico che fece precipitare la situazione
        > provocando la reazione della Grecia che proclamò la guerra contro
        > l'Unione Reale Italo - Albanese.
        >
        > Le reazioni in Albania in relazione a questa decisione della Corte
        di
        > Cassazione greca
        > È chiaro che le reazioni al riguardo del caso non sono mancate in
        > Albania, però sono venute all'attenzione dell'opinione pubblica
        > albanese in modo troppo moderato. L'Associazione Patriottica della
        > Çameria, guidata da Servet Mehmeti, il Partito per la Giustizia e
        > l'Integrazione Europea con a capo Tahir Muhedini, il Movimento per
        > l'Integrazione Europea dell'Albania, dell'ex premier Albanese Ilir
        > Meta, l'Istituzione Statale dell'Avvocato del Popolo ed il suo
        primo
        > avvocato Ermir Dobjani, hanno definito tale decisione ingiusta ed
        > assurda ed hanno chiesto al Governo di reagire in modo
        istituzionale
        > al riguardo.
        >
        > A tali richieste pubbliche ha dovuto rispondere il premier
        > dell'Albania, Sali Berisha, il quale ha dichiarato che tali casi
        > dovranno essere risolti tramite i gruppi comuni e i rispettivi
        > esperti secondo gli accordi presi nell'incontro avuto ad Atene lo
        > scorso messe con il suo omologo, il premier Greco Karamanlis. Il
        > primo ministro albanese, ha affermato che tutto dovrà essere
        risolto
        > alla luce di Trattato dell'Amicizia del 1996 altrimenti verranno
        > risolti al di fuori delle istituzioni nazionali, portandoli
        > all'attenzione del Tribunale Europeo di Strasburgo.
        >
        > In ogni caso, fino questa corrispondenza del 5 di marzo 2006,
        nessun
        > passo è stato fatto da parte del Governo di Sali Berisha. Sembra
        che
        > il ruolo della Grecia al riguardo dell'integrazione dell'Albania
        > nell'Unione Europea e i circa 600.000 cittadini Albanesi che
        lavorano
        > e vivono in Grecia, hanno messo la politica di Tirana in grande
        > difficoltà.
        >
        > Dobbiamo dire che durante il precedente governo del Partito
        > democratico di Berisha, cioè durante gli anni 1992 - 1997 si sono
        > verificate tante operazioni violente della polizia greca contro gli
        > emigranti albanesi in Grecia che purtroppo anche se da più di dieci
        > anni vivono in quel paese Europeo fin ora non sono stati ancora
        > legalizzati in modo permanente.
        >
        > Corrispondenza del 20 maggio 2006
        >
        > Dunque, per ora la questione degli Figuri non ha trovato una
        > soluzione, mentre evidentemente proseguono i contatti. Intanto,
        però,
        > sta emergendo un'altra difficoltà diplomatica per il Ministero
        degli
        > Affari Esteri dell'Albania…
        > Press a poco negli stessi giorni in cui la crisi Cino–Albanese era
        al
        > culmine, un'altra possibile crisi tra Grecia e Albania rende
        > difficile il lavoro della politica estera di Tirana.
        >
        > Il ministro Greco della Difesa, Evangelos Meimarakis, ha annullato
        > improvvisamente all'ultimo momento una visita di lavoro in Albania
        > prevista in precedenza.
        >
        > Secondo i mass media, il Ministro Greco Meimarakis ha annullato la
        > visita, perché i cimiteri costruiti per onorare i soldati Greci
        > caduti nella guerra Italo–Greca del 1940 nei territori del sud
        > dell'Albania, non erano ancora pronti.
        >
        > In effetti, Tirana viste le tante difficoltà con Pekino e temendo
        > l'effetto catena sulla politica estera, ha tentato governare la
        > situazione in favore suo.
        >
        > Il Ministro Albanese della Difesa, Fatmir Mediu ha dichiarato che è
        > la seconda volta che il ministro Greco Meimarakis rinvia la sua
        > visita in Albania. Secondo il ministro Mediu, questo avviene poiché
        > tutto e' ancora nella fase tecnica della realizzazione del progetto
        > cimiteri dei soldati Greci della seconda guerra mondiale.
        >
        > La parte politica, ha aggiunto il ministro Albanese, e' oramai
        > conclusa, cioe'significa che il governo Albanese ha dato oramai il
        > suo OK.
        >
        > Il ministro degli esteri Besnik Mustafaj in una conferenza stampa
        ha
        > sottolineato che le relazioni Greco–Albanesi non stanno affrontando
        > nessuna difficoltà. Mustafaj ha reso noto che un grande cimitero
        sarà
        > costruito, con soldi del governo Greco, nella città di Kelcyra nel
        > sud dell'Albania e un altro piccolo a Bularat un altra provincia
        > della stessa regione.
        >
        > I mass media hanno affermato che mentre il grande cimitero
        costruito
        > a Kelcyra è pronto, non tutti i corpi dei soldati greci hanno
        ancora
        > trovato posto. Questa notizia ha creato un po' di confusione visto
        > che tutto era seguito in modo quasi clandestino.
        >
        > Per di più questo evento storico porta con sé tante complesse
        > conseguenze nelle relazioni tra Albanesi, Greci ed Italiani.
        > Il partito della Giustizia ed Integrazione Europea che rappresenta
        la
        > minoranza dei Çami, i quali, accusati di essere collaborazionisti
        > degli italiani durante le seconda guerra mondiale, hanno subito un
        > genocidio tremendo durante quel periodo, ha tenuto una conferenza
        > stampa.
        >
        > Mentre tutti si aspettavano le proteste dei Çami (Chams) sulla
        > costruzione del cimitero, il PDI ha dichiarato di essere a favore
        dei
        > cimiteri dei soldati Greci in Albania e che considera tale atto
        come
        > un segno di un'emancipazione politica regionale.
        >
        > Il presidente del PDI, Tahir Muhedini, ha aggiunto che tale
        > emancipazione sarebbe definitiva soltanto nel caso in cui anche
        alla
        > popolazione dei Çami fosse permesso di visitare e portare i fiori
        ai
        > propri caduti innocenti in Grecia che non hanno ancora un loro
        > cimitero.
        >
        > Muhedini, in un articolo pubblicato dal giornale "Shqip", ha fatto
        > sapere all'opinione pubblica che non è stato facile per la
        presidenza
        > del partito decidere in questo modo, ma, secondo Muhedini, i Çami
        > (Chams) hanno deciso di guardare non più al passato, ma al futuro
        > Europeo dei Balcani.
        >
        > Muhedini ha reso noto inoltre di aver mandato al vice Presidente
        > della Commissione Europea, Franco Frattini, un dossier sullo stato
        > delle relazione Greco-Albanesi in relazione al caso della minoranza
        > dei Çami.
        >
        > Secondo un comunicato stampa del PDI, l'ufficio del vice presidente
        > Frattini ha risposta assicurando tutta l'attenzione dovuta da parte
        > del vicepresidente Frattini che ha provveduto a trasmettere il
        > dossier al Commissario Europeo all`Allargamento Olli Rehn.
        >
        > Dalla corrispondenza del 27 di maggio 2006
        >
        > Cambiamo ora argomento e parliamo di una questione che sta rendendo
        > difficili i rapporti diplomatici tra Albania e Grecia. Il problema
        > riguarda i cimiteri dei soldati Greci caduti nella guerra Italo-
        Greca
        > del 1940 che si trovano nei territori del sud dell'Albania. Tra
        > l'altro, quando si parla di quegli eventi storici, non solo si
        vanno
        > a toccare le relazioni tra Albania, Grecia e Italia, ma c'è di
        mezzo
        > anche la popolazione dei Çami (Chams), una minoranza che fu
        accusata
        > di collaborazionismo con le truppe di occupazione italiane e subì
        un
        > tremendo genocidio. Anche oggi i Çami (Chams) fanno fatica a vedere
        > riconosciuti i propri diritti, una questione di cui si è occupato
        > anche il PRT.
        >
        > Il ministro degli esteri albanese Besnik Mustafaj aveva voluto
        > affermare che le relazioni Greco-Albanesi non stanno affrontando
        > nessuna difficoltà, però le cose non stanno proprio così. Al di là
        > delle dichiarazioni ufficiali o delle affermazioni di buona
        volontà,
        > ci sono parecchi problemi pratici e burocratici. Se non ricordo
        male
        > ci sono dei problemi soprattutto per quanto riguarda un cimitero in
        > particolare.
        >
        > Dunque, qual è lo stato delle relazioni tra Albania e Grecia al
        > riguardo?
        > Il sindaco di Kelcyra, secondo alcune interviste portate dai mass
        > media, ha dichiarato che anche il cimitero di Kelcyra non aveva
        > ottenuto le autorizzazioni da parte del Municipio e che la chiesa
        > ortodossa locale aveva ottenuto soltanto il permesso di circondare
        un
        > terreno e non di costruire un cimitero.
        >
        > Dall'altra parte voci informali dicono che a capo di questa
        > iniziativa c'e' il capo arcivescovo della Chiesa Autocefala
        Ortodossa
        > Albanese, che, in effetti, e' un cittadino Greco, messo in quella
        > posizione sin dal ri-inizio di questa chiesa in Albania negli anni
        > 1990.
        >
        > Infatti, in quell'epoca in Albania, che si era appena lasciata alle
        > spalle il periodo dell'ateismo di Stato durato circa 30 anni, era
        > molto difficile trovare dei cittadini Albanesi che erano laureati
        in
        > teologia e cosi anche se lo statuto della Chiesa Autocefala
        stabiliva
        > che a capo avrebbe dovuto essere un cittadino Albanese, per
        mancanza
        > di un candidato albanese si dovette accettare la candidatura del
        > prete greco Anastasios Janullatos.
        >
        > Da allora e fino ad oggi, il dibattito pubblico sul tema della
        > sostituzione del capo della Chiesa Autocefala Albanese con un
        > cittadino Albanese non e' mai cessato, ma n'ostante ciò la Chiesa
        > continua ad essere guidata sempre dallo stesso religioso greco
        anche
        > se ora i preti Albanesi laureati in teologia non mancano.
        >
        > Janullatos, allo scopo di rispettare lo statuto della Chiesa
        > autocefala albanese, ha chiesto dal governo Albanese, da molti
        anni,
        > di ottenere la cittadinanza Albanese. Fin ora non è riuscito ad
        > ottenerla e certo questo fatto non può non avere un significato.
        >
        > Tornado alla questione principale vorrei dire che una televisione
        > privata ha trasmesso la messa celebrata da Janullatos a Kelcyra in
        > onore dei soldati greci caduti durante la seconda guerra mondiale
        nei
        > territori Albanesi.
        >
        > Tahir Muhedini, il presidente del Partito per la Giustizia ed
        > Integrazione Europea, che rappresenta la minoranza dei Çami, che,
        > come ricordavi tu, furono accusati di essere collaborazionisti
        degli
        > Italiani durante le seconda guerra mondiale e subirono un genocidio
        > tremendo da parte dei Greci, nel suo articolo pubblicato dal
        > giornale "Shqip", menzionato anche nella corrispondenza precedente,
        > chiedeva in che veste Janullatos avesse partecipato alla messa in
        > onore dei caduti greci. "Di certo - ha dichiarato Muhedini - non
        come
        > capo Arcivescovo della Chiesa Autocefala Ortodossa Albanese.
        >
        > In effetti, questo il partito che rappresenta i Çami (Chams),
        > considerando l'autoritàa di Janullatos al Governo Greco e la sua
        > presenza da lungo tempo a capo della Chiesa Autocefala Ortodossa
        > Albanese, aveva chiesto pubblicamente a Janullatos di intervenire
        > presso il Governo Greco per trovare una soluzione democratica sul
        > rispetto dei diritti civili e politici dei Çami (Chams): il diritto
        > alla cittadinanza ed il diritto di proprietà. Purtroppo però questa
        > richiesta non ha trovato nessun riscontro da parte del capo
        > arcivescovo.
        >
        > Altre reazioni?
        > In effetti, questa non è l'unica volta che le autorità Greche
        violano
        > le leggi Albanesi, ma le autorità Albanesi da parte loro hanno
        sempre
        > chiuso un occhio, temendo che la Grecia possa usare il suo potere
        di
        > veto nelle istituzioni Europee contro l'Albania e contro l'Accordo
        di
        > Stabilizzazione ed Associazione con l'Unione Europea, oppure faccia
        > pressioni contro i circa 600 mila emigrati Albanesi in Grecia.
        >
        > I mass media indipendenti hanno portato all'attenzione pubblica un
        > altro incidente accaduto tra la Grecia e l'Albania il 10 aprile del
        > 1994, quando un militare ed un poliziotto greci accompagnati da
        > cittadini Albanesi della minoranza greca che erano emigranti in
        > Grecia, violarono illegalmente il territorio Albanese, entrarono in
        > un posto militare a Pershkepia, al confine con la Grecia, ed
        uccisero
        > un ufficiale ed un soldato Albanese mentre stavano dormendo.
        >
        > Nella nota di protesta del Governo Albanese dell'epoca, si diceva
        che
        > un comando di terroristi Greci composto da 8 persone in divisa
        > militare Greca avevano violato il territorio Albanese uccidendo due
        > militari Albanesi e ferendo altri tre soldati nel sonno.
        >
        > Secondo quella nota di protesta dopo avere compiuto il crimine i
        > greci avevano gridato che tutto questo era stato fatto poiché il
        > Vorio Epiro non era morto! Non pensate che abbiamo dimenticato!
        >
        > Il governo Greco dell'epoca rispose che si era trattato di un fatto
        > del tutto inaspettato e che le accuse di Tirana ad Atene non erano
        > motivate dato che le autorità greche furono informato solo al
        momento
        > in cui risposero ufficialmente.
        >
        > Secondo i mass media Albanesi all'indomani della dichiarazione del
        > governo Greco il giornale greco "Elfterotipia" pubblicò una lettera
        > spedita alla loro redazione da un'Organizzazione Terroristica che
        si
        > definiva "Fronte per la Liberta del Vorio Epiro" che assumeva la
        > responsabilità dell'attentato rivendicando i territori a sud
        > dell'Albania.
        >
        > Gli autori del massacro di Pershkepia furono arrestati dalle
        autorità
        > Greche il 18 Marzo del 1995 quando erano pronti a programmare un
        > altro attacco in territorio Albanese e nelle loro case furono
        trovate
        > tante armi e altri documenti. Il 21 marzo 1996 il tribunale di
        Atene
        > ordinò però il loro rilascio per mancanza di prove!
        >
        > L'allora presidente della Repubblica albanese, Sali Berisha,
        attuale
        > premier, accusò la politica di Atene di essere complice di tali
        > progetti violenti ed ordinò l'arresto dei dirigenti
        dell'Associazione
        > OMONIA della minoranza greca in Albania.
        >
        > Prima di vincere le ultime elezioni generali del luglio 2005,
        Berisha
        > aveva dichiarato che se c'era qualche errore politico nella sua
        > carriera politica quella dovrebbe essere trovato soltanto al
        > confronto della Grecia. Ora il partito di Berisha governa in
        > coalizione con il partito dell'Unione per i Diritti Umani della
        > Minoranza Greca in Albania.
        >
        > Corrispondenza del 3 di Giugno 2006
        >
        > Come settimana è ora la volta della corrispondenza di Artur Nura
        > dall'Albania.
        >
        > Dunque, parliamo anche questa settimana delle difficoltà nelle
        > relazioni tra Grecia ed Albania a proposito dei cimiteri che in
        terra
        > albanese dovrebbero accogliere le spoglie dei soldati greci caduti
        > durante la seconda guerra mondiale nel conflitto contro l'Italia.
        >
        > Salutando sia te che gli ascoltatori della radio radicale, oggi
        > vorrei dire che parleremo ancora della questione dei soldati Greci
        > caduti nella guerra Italo - Greca nei territori Albanesi, poiché al
        > riguardo del caso è scoppiato un vero scandalo in Albania.
        >
        > Si, infatti, tralasciamo un po' la stretta attualità quella per
        altro
        > ci occupiamo nel resto della trasmissione di oggi. Dunque, pare che
        i
        > resti presentati come quelli dei soldati Greci sono in realtà di
        > contadini albanesi.
        >
        > In effetti, e' stato scoperto dai giornalisti che la maggior parte
        > delle ossa che si supponeva fossero dei soldati greci caduti nella
        > guerra, non erano loro, ma di contadini Albanesi abitanti in quelle
        > zone.
        >
        > I resti sono stati prelevati dalle antiche tombe di un villaggio
        > chiamato Kosine e dei suoi dintorni e questo vero e proprio
        traffico
        > di ossa, e' stato denunciato dai contadini di quelle zone, che
        hanno
        > fatto appello ai mass media di essere molto attenti al caso.
        >
        > Secondo i contadini, invece di inumare nel cimitero di Kelcyra le
        > ossa dei soldati greci, gli operai comandati da un prete della
        Chiesa
        > Ortodossa del villaggio Kosine, hanno svuotato decine di tombe di
        > vecchi cimiteri albanesi e hanno poi "venduto" quei resti come
        > fossero dei soldati Greci della guerra Italo - Albanese.
        >
        > Infatti, all'inizio i membri della famiglia Ballabani avevano
        > dichiarato ai mass media che le tombe dei loro antenati erano state
        > distrutte e che loro stessi erano sicuri che le ossa dei loro
        > antenati si trovano esposte come quelle dei soldati Greci nella
        > Chiesa del villaggio.
        >
        > Ma non soltanto i sepolcri di quella famiglia, ma di tutto il
        > villaggio Kosine erano situati intorno alla antica chiesa ortodossa
        > dello stesso villaggio, e proprio responsabile di questo scandalo
        > sarebbe il prete del villaggio Padre Vasili Thomollari.
        >
        > Questo religioso, da parte sua ha accusato le persone della
        famiglia
        > Ballabani come fossero dei delinquenti, ha negato che quelle ossa
        > fossero di contandini Albanesi, sostenendo che sono invece di veri
        > soldati greci. Però la denuncia della famiglia Ballabani è stata
        > seguita dalle denuncie delle altre famiglie dello stesso villaggio
        di
        > Kosine e del villaggio di Kutali,
        >
        > I mass media, infine, hanno fatto sapere che le scatole in cui si
        > trovano le ossa dei presunti soldati Greci si trovano dentro la
        > Chiesa di Kutali. In seguito a questa notizia l'ufficio locale del
        > Pubblico Ministero e le forze di polizia hanno iniziato un'indagine
        > al riguardo, mettendo sotto sorveglianza la chiesa in cui si
        trovano
        > le scatole metalliche con le ossa.
        >
        > Può sembrare bizzarro che ci si occupi di vicende del genere, però
        io
        > credo che sia anche da storie come queste che si capisce qualcosa
        di
        > più dei Balcani e dei problemi di questa regione. I rapporti tra
        > Albania e Grecia, lo abbiamo ricordato più volte, non sono facili.
        > Tanto più che l'Albania punta all'integrazione europea e la Grecia
        > che formalmente non si oppone fa pesare in ogni momento la sua
        > possibilità di stoppare le aspirazioni di Tirana.
        >
        > Quali sono le origini di quanto sta accadendo tra Grecia e Albania?
        > Come abbiamo detto nelle corrispondenze precedenti tutto è venuto a
        > conoscenza dell'opinione pubblica quando i mass media hanno reso
        noto
        > l'annullamento della visita ufficiale del ministro Greco della
        > Difesa, il quale poiché non tutto era pronto al riguardo dei
        cimiteri
        > per i soldati greci caduti nella guerra Italo - Greca, ha rinviato
        la
        > sua visita in Albania ad una data successiva non precisata.
        >
        > Subito dopo questa notizia, sono stati gli stessi Ministri Albanesi
        > degli Affari Esteri e della Difesa, rispettivamente Besnik Mustafaj
        e
        > Fatmir Mediu che hanno fatto sapere all'improvviso all'opinione
        > pubblica il progetto dei cimiteri di soldati Greci suscitando cosi
        > l'attenzione dei mass media.
        >
        > L'ex Ambasciatore Albanese ad Atene, Bashkim Zeneli, in
        un'intervista
        > ad un canale televisivo privato, ha affermato che fin a che era lui
        > ambasciatore ad Atene, niente era stato definito per la parte
        tecnica
        > di questo progetto, aggiungendo che, secondo lui, il governo
        > socialista aveva diplomaticamente rifiutato tale progetto.
        >
        > In effetti, molto piu tardi si è saputo che tutto è partito da
        > un'associazione di militari Albanesi di origine Greca in pensione,
        i
        > quali avevano dichiarato che circa 10.000 soldati greci erano
        caduti
        > nella guerra con l'Italia, e che secondo i mass media, loro hanno
        > potuto trovare soltanto le ossa di circa 356 sodati greci anche se,
        a
        > dire il vero, anche per quella cifra ci sono tanti dubbi al
        riguardo.
        >
        > Il capo villaggio di Kosine, Spirro Zharka, aveva dichiarato ai
        mass
        > media che esponenti della Mitropolia Ortodossa gli avevano
        assicurato
        > che tutto era stato preparato sulla base di mappe professionali per
        > trovare i resti dei soldati Greci. Dall'altra parte diversi anziani
        > contadini dei villaggi di Kosine e Kutali, hanno affermato ai mass
        > media che secondo loro non si trovano cimiteri di soldati greci nei
        > loro villaggi e nei dintorni della Chiesa.
        >
        > Hai parlato del rinvio della visita ufficiale in Albania del
        ministro
        > greco della Difesa greco. A questo punto quali sono le reazioni
        > Greche?
        > Il Console Greco ad Argirokastro, Kristo Mandella, appena saputo
        che
        > la Polizia aveva circondato la Chiesa per sorvegliare la situazione
        > ed indagare sull'accaduto, ha visitato il villaggio e la Chiesa il
        > Lunedì scorso. Formalmente era per partecipare ad una messa che
        però
        > di solito non viene mai celebrata il lunedì!
        >
        > Mendella, ignorando i sentimenti degli Albanesi al riguardo delle
        > tombe dei loro antenati, ha chiesto alle forze di polizia di non
        > entrare nella chiesa, poiché la cosa offenderebbe i sentimenti dei
        > Greci e la cosa potrebbe essere mal interpretata da loro!
        >
        > Però, sembra certo che non c'è stato soltanto questo intervento del
        > Console Greco di Argirokastro, ma altre pressioni ancora e piu
        > pesanti, dato che le forze di polizia e della magistratura
        all'inizio
        > si sono ritirati…!
        >
        > Ma, dall'altre parte, un giornalista della tv privata "news 24" ha
        > potuto filmare le scatole metalliche delle ossa dentro la Chiesa
        > quando si stava celebrando la messa del prete ortodossa con la
        > presenza del consolo Greco.
        >
        > Infatti, l'opinione pubblica Albanese ha potuto vedere anche una
        > delle guardie del corpo del Console che spingevano il giornalista
        > del "24 News" perché non filmasse le scatole. E subito dopo, in una
        > seduta del parlamento albanese si e' svolto un dibatitto al
        riguardo
        > dello scandalo.
        >
        > Sabit Brokaj, vice presidente del Movimento Socialista per
        > l'Integrazione Europea, nel suo intervento al parlamento ha
        accusato
        > il governo Albanese di aver perduto formalmente la sovranità.
        Brokaj
        > ha aggiunto che fatti del genere di quelli accaduti non hanno
        niente
        > a che fare con le relazioni reciproche di due paesi amici e vicini.
        >
        > Se i greci vogliono far rispettare i loro soldati caduti nella
        > guerra - ha aggiunto Brokaj - dovranno prima fare le analisi
        dell'DNA
        > delle ossa e poi metterli nei cimiteri.
        >
        > Brokaj, dall'atra parte, ha anche aggiunto che lo stato Albanese
        > dovrebbe promulgare il prima possibile delle leggi al riguardo
        delle
        > religioni ed ha invitato il governo a seguire l'esempio del Re
        > Albanese, Ahmet Bej Zogu, che sovvenzionava e non permetteva alle
        > religioni di essere finanziate dall'estero per impedire che fossero
        > strumentalizzate dai loro finanziatori.
        >
        > Altri esponenti di spicco dell'opposizione, piu tardi in diverse
        > interviste hanno appoggiato le richieste di Brokaj sulle dimissioni
        > del capo arcivescovo della Chiesa Ortodossa Albanese, Anastasios
        > Jannullatos e di dichiarare persona non grata il Console Greco di
        > Argirocastro che ha violato la sovranità dell'Albania.
        >
        > Infatti, l'ufficio del procuratore generale della Repubblica
        > dell'Albania, secondo diversi mass media, ha mandato a Kelcyra i
        suoi
        > procuratori per riaprire il caso e mettere sotto sequestro gli
        > scheletri presunti dei soldati Greci. I procuratori hanno chiesto
        > anche il consenso della Chiesa Ortodossa pero fin'ora non ci sono
        > novità…
        >
        > Per capire meglio… Qual è la retrospettiva storica e politica
        > dell'accaduto?
        > La questione e' delicata anche se abbiamo a che fare con una
        > situazione più che assurda, una situazione che possono produrre
        > soltanto i paesi Balcanici, dei quali fa parte anche la Grecia, pur
        > essendo membro a pieno titolo dell'Unione Europea.
        >
        > Paskal Milo, il presidente del partito di Alleanza Sociale, ed ex
        > ministro degli Albanese degli Affari Esteri, in un programma
        > televisivo ha dichiarato che purtroppo la legge di guerra greca del
        > 1940 contro l'Italia e l'Albania non e' stata ancora abrogata
        > soltanto nei confronti dell'Albania!
        >
        > Milo ha aggiunto che nel 2000 alla richiesta ufficiale del suo
        > Ministero indirizzato al ministero degli Affari Esteri Greco per
        > sapere se la legga di guerra fosse ancora in vigore, il direttore
        > Giuridico dell'allora ministero aveva risposto che dal punto di
        vista
        > giuridico, essa aveva ancora forza! Secondo Milo, questo alto
        > ufficiale Greco e' stato subito licenziato, poiché per rispondere a
        > tale richiesta avrebbe prima dovuto chiedere al settore politico
        del
        > suo Ministero.
        >
        > Ma, e' chiaro che per capire meglio la fotografia di quanto accade
        > oggi bisogna risalire agli anni 1940 durante la secondo guerra
        > mondiale quando Italia, che occupava l'Albania, da questi territori
        > attacco' militarmente la Grecia.
        >
        > Al riguardo dello scandalo, prima volevo dire che secondo i mass
        > media fino ad oggi sarebbero stati ritrovati soltanto i corpi di 36
        > soldati greci, che furono sepolti nel 1943 dai soldati italiani al
        > termine dell'unica battaglia di cui ci si sono notizie in questa
        > zona.
        >
        > Invece, dal punto di vista storico - politico lo scandalo rischia
        di
        > toccare i più profondi rapporti fra greci e albanesi, ma anche con
        > gli italiani. Sembra che il cimitero di Kelcyre sia stato collocato
        > in modo per niente casuale ad un confine segnato sulle mappe dei
        > nazionalisti greci, e che indica l'inizio della cosiddetta regione
        > del Vorio Epiro, cioè l'Epiro del nord.: un'area in territorio
        > dell'Albania del sud, ma che i nazionalisti ellenici rivendicano da
        > secoli come propria terra ed i soldati Greci del 1940 sembra nella
        > loro offensiva contro l'esercito Italiano sembra che hanno
        > considerato soltanto questa mappa.
        >
        > Mentre l'Italia sembra essersi dimenticata del tutto questa sua
        parte
        > storica, gli Albanesi in generale ed i Çami Albanesi in particolare
        > non sognano per niente l'annessione della regione di Çamëria dalla
        > Grecia, ma soltanto chiedono che siano rispettati i loro diritti
        > fondamentali. La costruzione di un cimitero greco di tale imponenza
        > potrebbe diventare negli anni prossimi un pretesto per legittimare
        le
        > antiche rivendicazioni territoriali Greci.
        >
        > La corrispondenza del 21 di ottobre 2006
        >
        > Questi sono dunque i risultati del primo turno delle elezioni
        locali
        > in Grecia. Di queste elezioni e dei riflessi che avranno sulla
        > politica greca nella regione Balcanica (in particolare nelle
        > relazioni con l'Albania) parliamo con Artur Nura con il quale siamo
        > collegati per la consueta corrispondenza settimanale.
        > Buona sera Artur.
        >
        > Buona sera a te Roberto e a tutti gli ascoltatori di Radio radicale.
        >
        > Come hai già detto tu la cosa che fa notizia in queste elezioni è
        il
        > fatto che il partito del premier Kostas Karamanlis ha mantenuto la
        > maggioranza nella capitale Atene, dove abitano circa 2 milioni e
        > mezzo di abitanti, ma ha perso il comune del Pireo ed in un'altra
        > città importante, Salonicco ci sarà il ballottaggio domenica
        prossima
        > anche se le previsioni sono a favore del partito Nuova Democrazia,
        il
        > cui candidato, dopo 20 anni di sconfitte di questo partito in
        questa
        > città è arrivato ora molto vicino alla soglia del 42 % dei voti.
        > Un altro dato importante secondo diversi opinionisti è che per la
        > prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale la
        > partecipazione dei cittadini alle urne e' stata molto modesta. Come
        > dicevi tu, a livello nazionale circa il 40 per cento dei cittadini
        > non e' andato alle urne, ed in particolare nel nord della Grecia
        > questa cifra e' arrivato molto vicino al 55 % di astensione alle
        urne.
        >
        > Quali saranno ora le scelte politiche del governo dopo queste
        > elezioni?
        > In effetti, il Premier Greco Kostas Karamanlis, dopo che i primi
        > risultati sono stati resi pubblici, ha dichiarato che il suo
        Governo
        > dovrà continuare le riforme economiche che hanno come scopo
        > principale il rispetto degli standard dell'Unione Europea.
        >
        > Pero, secondo diversi analisti politici, questo non e' l'unica
        > battaglia che il Governo Greco dovrà affrontare. Secondo queste
        > analisi geopolitiche, la Grecia nella sua storia moderna è stata
        > sempre privilegiata dall'Occidente ed in particolare dalle
        politiche
        > e dagli interessi della Gran Bretagna e degli USA, ma ora deve
        > confrontare la sua democrazia interna con gli standard
        internazionali
        > degli altri paesi europei.
        >
        > Ricordo agli ascoltatori di Radio Radicale che la Grecia e' uno dei
        > due paesi dell'Unione Europea che non hanno ratificato la
        Convenzione
        > Europea dei Diritti dell'Uomo. Vorrei informarvi poi che l'inviato
        > degli Stati Uniti all'OSCE (l'Organizzazione per la Sicurezza e la
        > Cooperazione in Europa), Clifford Bond, in un incontro tenutosi a
        > Varsavia in Polonia l'11 di Ottobre sulla implementazione degli
        > Standard Internazionali dei Diritti Umani nei paesi membri di
        questa
        > importante organizzazione, ha dichiarato che l'amministrazione
        > americana e' preoccupata per il trattamento che la Grecia riserva
        nei
        > confronti delle persone di etnia Albanese, Macedone e Turca.
        >
        > L'inviato USA ha aggiunto anche che Washington continuerà a fare
        > appello alla Grecia perché favorisca la comprensione tra le diverse
        > Etnie e rispetti gli Standard Internazionali sui Diritti Umani
        oltre
        > alle promesse fate dalla stessa Grecia all'OSCE.
        >
        > Secondo il sito ufficiala del Ministero Greco degli Affari Esteri,
        il
        > portavoce di questo ministero, Jorgo Koumoutsakos, in una
        conferenza
        > stampa ha definito le dichiarazione dell'inviato USA come sbagliate
        e
        > tendenziose.
        >
        > Koumoutsakos, dichiarando che secondo il suo ministero l'unica
        > minoranza presente in Grecia è quella musulmana. Per quanto
        riguarda
        > le altre presupposte minoranze, ha aggiunto che nessuno Standard
        > Internazionale potrebbe offrire ad un gruppo di emigranti Albanesi
        > tale status per qualsiasi specifica importanza loro in Grecia.
        >
        > Inoltre, a proposito della presupposta minoranza Macedone, secondo
        lo
        > stesso portavoce a nessuno di 2 milioni e mezzo di Greco-Macedoni
        che
        > vivono nella Macedonia Greca piacerebbe essere considerato una
        > minoranza.
        >
        > In effetti, l'inviato USA all'OSCE Clifford Bond si era
        complimentato
        > con il governo greco per aver permesso la costruzione di una
        Moschea
        > ad Atene (di cui hai gia' parlato tu) e di aver permesso ai Turchi
        di
        > imparare la loro lingua materna in una scuola della Tracia
        > Occidentale.
        >
        > Bisogna ricordare che la Grecia era l'unico paese europeo che non
        > aveva ancora permesso la costruzione di una Moschea nel suo
        > territorio…
        > E' vero però dobbiamo anche dire che tutto questo non basta a
        > tranquillizzare Washington sugli Standard dei Diritti Umani.
        >
        > Molto probabilmente la dichiarazione dell'inviato USA all'OSCE
        sulla
        > minoranza Albanese in Grecia, non ha considerato soltanto il gruppo
        > degli Emigranti Albanesi, che secondo diverse fonti di informazione
        > dovrebbero essere circa 600.000, e ai quali purtroppo non è stata
        > data la possibilità di votare nelle elezioni locali, come era stato
        > promesso prima, e come prevedono gli standard europei.
        >
        > Quindi a chi si riferiva il rappresentante americano?
        > Potrebbe essere che l'Ambasciatore americano e la politica di
        > Washington abbia considerato altri grandi gruppi di cittadini Greci
        > di origine Albanese che sono stati assimilati forzatamente dalla
        > Grecia nel corso della storia.
        >
        > Infatti, secondo James Pettifer, un noto professore dell'Accademia
        > della Difesa del Regno Unito, la cifra degli Albanesi in Grecia
        > potrebbe arrivare a qualche milione e queste popolazioni sono
        > composte dagli originali Ortodossi Albanesi chiamati Arvanitas e
        dai
        > Çami ortodossi non espulsi insieme con gli altri Çami Musulmani
        dalla
        > Grecia alla fine della seconda guerra mondiale.
        >
        > Secondo il professor Pettifer, ma anche altri studiosi del campo
        > confermano questi dati, queste popolazioni conservano ancora al
        > giorno d'oggi la loro identità Albanese, e anche se viene impedito
        a
        > loro di insegnare o di imparare la lingua albanese, nelle loro case
        > continuano ad usare la loro lingua materna.
        >
        > Questa è una questione interessante. Cosa ci puoi dire di più su
        > questa tema?
        > Vorrei portare all'attenzione degli ascoltatori la polemica esplosa
        > in Albania tra l'Ambasciatore Greco a Tirana, Costantino Kokossis
        ed
        > importanti esponenti politici Albanesi.
        >
        > All'inizio, l'ambasciatore Greco Costantino Kokossis, appena
        nominato
        > a Tirana dopo una lunga esperienza nel Ministero Greco degli Affari
        > Esteri, intervistato dal canale televisivo Albanese "ALSAT", che
        > trasmette quasi nelle tutte le arie Albanesi dei Balcani, aveva
        > definito tutta la popolazione dei Çami come dei collaborazionisti
        > degli occupanti nazi - fascisti durante la seconda guerra mondiale.
        >
        > Secondo l'ambasciatore Kokosis, alla fine della guerra, dopo la
        > sconfitta degli occupanti, i Çami anche se erano cittadini Greci,
        > lasciarono il paese di propria volontà insieme con i nazi -
        fascisti!
        >
        > Tale dichiarazione ha suscitato la reazione decisa delle
        > organizzazioni che rappresentano la popolazione dei Çami in
        Albania,
        > come il Partito per la Giustizia ed Integrazione Europea e
        l'Istituto
        > degli Studi sulla Çamëria.
        >
        > I rappresentanti di queste organizzazioni hanno tenuto una
        conferenza
        > stampa definendo le dichiarazioni dell'ambasciatore Greco come
        delle
        > interpretazioni che non hanno niente a che fare con la realtà
        > storica, aggiungendo che all'epoca furono compiuti crimini
        mostruosi
        > contro la popolazione innocente e indifesa dei Çami, che dovrebbero
        > essere considerati Crimini contro l'Umanità.
        >
        > La reazione delle Organizzazioni dei Çami non ha avuto nessun
        > riscontro pubblico da parte dell'Ambasciatore Kokosis, ma lo stesso
        > Ambasciatore, intervistato alcuni giorni dopo dal giornale
        > Albanese "Shqip", non ha voluto menzionare il caso della minoranza
        > dei Çami tra la Grecia ed Albania.
        >
        > Cercando poi di fare un resoconto dei problemi che deve affrontare
        la
        > Minoranza Greca in Albania, l'ambasciatore ha fato appello
        > all'opinione pubblica Albanese perché accetti l'esistenza di scuole
        > Greche in Albania, paragonando questo con le richieste simili degli
        > Albanesi della Macedonia.
        >
        > Queste dichiarazioni dell'ambasciatore greco hanno suscitato altre
        > reazioni forti da parte di diversi esponenti politici di spicco in
        > Albania, tra cui Sabri Godo, leader storico del Partito
        Repubblicano
        > Albanese e Pellumb Xhufi, ex Ambasciatore a Roma ed attuale
        deputato
        > e leader del Movimento Socialista per l'Integrazione Europea.
        >
        > Sabri Godo, dicendo che l'Ambasciatore Greco sbaglia di grosso
        quando
        > dice che la minoranza Greca sa lottare onestamente per la sua
        > sopravvivenza in Albania, ha aggiunto che l'ambasciatore stesso non
        > ha portato nessun argomento serio per provare l'esistenza di
        minacce
        > contro tale minoranza in Albania, poiché nella storia Albanese non
        ci
        > sono mai stati conflitti etnici.
        >
        > Secondo Godo, l'Ambasciatore Greco non dovrebbe dare lezioni sulla
        > situazione delle minoranze etniche in Albania, evitando la grave
        > situazione dei Çami espulsi con la violenza dalle loro terre e
        dalle
        > loro case, e in più evitando il caso degli Arvanitas ai quali si
        sono
        > sempre stati negati i diritti etnico - culturali in Grecia.
        >
        > Invece, il politico e lo storico Pellumb Xhufi, approfondendo gli
        > argomenti citati da Godo ha portato all'attenzione dell'opinione
        > pubblica il fato che le scuole Greche in Albania sono sempre
        esistite
        > sin dal diciottesimo secolo nei territori Albanesi abitati dalle
        > minoranze.
        >
        > Pellumb Xhufi, che è stato anche Vice Ministro degli Affari Esteri,
        > ha aggiunto che anche durante il periodo della dittatura comunista
        in
        > Albania la minoranza greca ha avuto proprie scuole nella sua lingua
        > materna e anche programmi radiofonici e televisivi.
        >
        > Secondo Xhufi paragonare la condizione della minoranza Greca in
        > Albania con quella degli Albanesi in Macedonia, dove c'è una
        > percentuale di circa il 30 % <br/><br/>(Message over 64 KB, truncated)
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