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sapevate che .......

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  • Vincenzo Ing. Virgilio
    Salve, è tutto scontato ma forse vale la pena di ricordare che: Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che trasmettevano non
    Message 1 of 2 , Jun 11, 2003
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      Salve, è tutto scontato ma forse vale la pena di ricordare che:

      Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che
      trasmettevano non contemporaneamente gli stessi programmi. Era una
      furbata
      che permetteva di violare la legge, visto che allora era vietato a
      soggetti
      privati di possedere televisioni nazionali.

      Ma Berlusconi si mette d'accordo con Craxi che gli fa un decreto
      legge apposta. E fin qui, lo sapevamo già... Così Berlusconi ha
      finalmente
      tre televisioni nazionali vere. Ma molti storcono il naso perché,
      essendo
      possibili solo 11 reti nazionali, è un po' anomalo che un solo
      imprenditore
      se ne prenda tre. Non siamo nel Far West che il primo che arriva si
      prende
      tutto...

      Nel 1994 la Corte Costituzionale con la sentenza 420, stabiliva in
      difesa del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse
      detenere
      tre reti nazionali, concedendo un periodo di transizione e rimettendo
      il
      problema al legislatore per una soluzione definitiva entro e non oltre
      l'agosto 1996.

      Arriva il 1996, scade nell'indifferenza generale la decisione della
      Corte Costituzionale e Berlusconi continua ad avere tre tv.

      Nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non potesse
      detenere più di due reti, e che, finché non ci fosse stato un "congruo
      sviluppo" via satellite e cavo, Rete4 avrebbe potuto continuare a
      trasmettere via etere, quest'ultima decisione in palese contrasto con
      le
      decisioni della Corte Costituzionale che aveva deciso per un termine
      definitivo entro l'agosto 1996.

      D'Alema, una volta diventato capo del governo, decide di risolvere la
      questione e indice una gara per l'assegnazione delle concessioni
      delle reti
      nazionali. La commissione nominata dal Ministero è presieduta da un
      avvocato di Mediaset. Berlusconi si aspetta che finalmente possa
      detenere
      legittimamente, con un regolare mandato dello Stato, le sue tre reti e
      relative frequenze.
      Nel luglio 1999 si svolge questa gara d'appalto, per partecipare si
      richiedono requisiti spaventosi e sembra chiaro che nessuno riuscirà a
      scombinare i giochi.

      Invece, colpo di scena.
      Arriva un tipo con uno scatolone enorme pieno di documenti e dice:
      "Buon giorno sono Francesco Di Stefano d'Europa 7, vorrei due reti
      nazionali, grazie." Panico! E chi è questo? E' pazzo? No, non è
      pazzo, è
      il loro peggior incubo. Iniziano a mettergli i bastoni tra le
      ruote: "Le
      manca il certificato 3457!" "No è qui!" "Il modulo 13 bis compilato
      in 8
      lingue?" "Ne ho due, bastano?" Ma poi trovano la furbata: "Il bando
      di gara
      richiede di avere 12 miliardi di capitale versato per rete, lei ne ha
      solo
      12, può chiedere una sola tv."
      "Balle!" Risponde il signor Di Stefano, "dodici miliardi sono per
      concorrere non per ognuna delle due frequenze". Ricorre al Tar e poi
      al
      Consiglio di Stato e vince.

      Insomma alla fine gli devono dare una concessione per una rete
      nazionale e presto anche una seconda perché ne ha diritto e a
      Berlusconi ne
      tolgono una, non che la debba chiudere, deve traslocarla sul
      satellite che
      ormai è ricevuto da 18 milioni d'italiani.

      Ma a questo Di Stefano non gli vogliono dare proprio niente.
      Evidentemente lui deve essere uno che da piccolo lo allenavano ad
      abbattere
      i muri con la cerbottana perché avvia una serie di procedimenti
      giudiziari
      spaventosa.
      Ingiunzioni, diffide, cause penali, civili, regionali, Commissione
      Europea. E vince tutti i ricorsi, tutti gli appelli, tutte le perizie.
      E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel novembre 2002,
      sentenza numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente che:
      - Retequattro, dal 1 Gennaio 2004 dovrà emigrare sul
      satellite
      - le frequenze resesi disponibili dovranno essere assegnate
      a Di Stefano!

      L'avete sentito dire al telegiornale?

      Abbiamo chiesto a Di Stefano come si sentisse in questa storia e ci
      ha risposto con un lieve sorriso: "Nonostante siano trascorsi ben
      nove anni
      dalla decisione della Corte Costituzionale Mediaset continua a
      detenere e
      utilizzare appieno tre reti nazionali su un totale di sette
      concessioni
      assegnate sulle undici assegnabili (comprese quelle Rai).
      Il fatto che un soggetto, a cui e' stata data una concessione (in
      concessione si da' un bene pubblico, in questo caso le frequenze), non
      riceva poi materialmente il bene e' un avvenimento che non ha
      precedenti al
      mondo. Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di due
      concessioni, una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'e'
      stato
      un diniego, in quanto non ritenuta idonea per la mancanza del
      requisito del
      capitale sociale. Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto
      esistente il requisito del capitale sociale, per cui siamo
      nell'attesa di
      una seconda concessione, anche se il Ministro Gasparri prende tempo.
      Nel
      frattempo Centro Europa 7 per iniziare le trasmissioni, si e' dotata
      di una
      struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di registrazione
      per le
      proprie eventuali produzioni, di una library di oltre 3000 ore di
      programmi
      e di tutto ciò che e' necessario per una rete televisiva nazionale
      con 700
      dipendenti. Questa preparazione e' stata necessaria poiché la legge
      stabilisce che, entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la
      neo-emittente ha l'obbligo di iniziare le trasmissioni. Attualmente
      Centro
      Europa 7 e' una società praticamente ferma, non ha alcun introito,
      poiché
      non e' stata messa in condizione di operare, ma ha avuto, e continua
      ad
      avere, pesanti oneri per la gestione della struttura, l'adeguamento
      della
      library, l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese legali, i costi
      dei
      dipendenti..."

      Ma ora altro colpo di scena: Gasparri si sta muovendo per salvare
      Rete 4.
      Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art. 23 comma 1, realizza in
      pratica un condono, riconoscendo il diritto di trasmettere a "soggetti
      privi di titolo" che occupano frequenze in virtù di provvedimenti
      temporanei, discriminando così le imprese come Europa 7 che hanno
      legittima
      concessione, il tutto sempre al fine di salvaguardare Retequattro.
      Infatti,
      quest'ultima potrà continuare a trasmettere, in barba alla sentenza
      del '94
      e del 2002 della Corte Costituzionale e della legge 249/97, pur non
      avendo
      ormai da quasi quattro anni la concessione, mentre Europa 7 non potrà
      mai
      trasmettere, dimenticando che nel luglio 1999 c'e' stata una regolare
      gara
      dello Stato per assegnare le concessioni, gara persa da Retequattro e
      vinta
      da Europa 7.

      Si realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento del diritto.

      In pratica, chi ha perso la gara (Retequattro) può continuare
      tranquillamente a trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7), perde
      definitivamente tale diritto.
      Non vi sembra straordinario?

      Travolti da un miracoloso afflato civico i deputati del Polo bocciano
      alla Camera dei Deputati il decreto Gasparri proprio laddove vuol
      tagliare
      la gola a Europa 7.
      E' chiaro che le urla di Berlusconi di questi giorni sono anche per
      ricompattare i suoi, che se lo mollano adesso... Ora bisogna vedere
      cosa fa il Senato... e poi la legge deve tornare alla Camera...
      E poi bisogna vedere se Ciampi la firma una legge del genere.

      Saremmo all'oltraggio definitivo del concetto stesso di stato di
      diritto.

      Un conto e' fare una legge per non finire in galera, un conto e' fare
      una legge per prendersi qualche cosa che appartiene a un altro. Si
      comincia
      così e poi si pretende il Jus Primae Noctis.

      Quindi, cara cittadina, caro cittadino, sappi che in questo momento
      si sta giocando una partita incredibile. Se questa legge passa quel
      che e'
      tuo e' suo.
      Vedi tu se riesci a far girare questa mail. Che secondo me anche solo
      se si sa in internet un po' li rende nervosi... Che poi casomai gli
      viene
      di fare un altro passo falso...
      Che internet non conta niente in borsa ma siamo in ogni modo una
      decina di milioni...


      tratto da
      DarioFo& FrancaRameNews

      Il C@C@O della domenica



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    • Fabrixio
      ... [CUT] cosa c entra con linux?!?!?
      Message 2 of 2 , Jun 12, 2003
      • 0 Attachment
        Alle 10:24, mercoledì 11 giugno 2003, Vincenzo Ing. Virgilio ha scritto:
        > Salve, è tutto scontato ma forse vale la pena di ricordare che:
        > Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che
        [CUT]

        cosa c'entra con linux?!?!?
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