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Cristiani e Musulmani: chiamati a promuovere una cultura di pace   Message List  
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PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
MESSAGGIO PER LA
FINE DEL RAMADAN

‘Id al-Fitr 1428 E. / 2007 a.d.

Cristiani e Musulmani: chiamati a promuovere una cultura di pace


[Albanese, Arabo, Bangla, Bulgaro, Cebuano, Farsi, Francese,
Hindi, Indonesiano, Inglese, Italiano, Kiswahili, Malayalam, Neerlandese,
Portoghese, Russo, Spagnolo, Tagalog, Tamil, Tedesco, Turco, Wolof]

Cari amici musulmani,

1. Mi è particolarmente
gradito presentarvi per la prima volta i fervidi, amichevoli auguri del
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso per la vostra gioiosa
festa di ‘Id al-Fitr, che conclude il cammino fatto durante il mese
di digiuno e di preghiera del Ramadan. Questo percorso rappresenta un
tempo significativo per la vita della comunità musulmana e dona a
ciascuno nuova forza per la sua esistenza personale, familiare e sociale.
E’ infatti importante che ognuno renda testimonianza al messaggio
religioso attraverso una vita sempre più integra e conforme al
piano del Creatore, nella preoccupazione per il servizio ai fratelli ed in
una solidarietà e fraternità sempre più grandi con i
membri delle altre religioni e con tutti gli uomini di buona
volontà, nel desiderio di lavorare insieme per il bene comune.



2. Nel travagliato periodo che stiamo attraversando, i
membri delle religioni hanno soprattutto il dovere, in quanto servitori
dell’Onnipotente, di operare a favore della pace, rispettando sia le
convinzioni personali e comunitarie di ciascuno che la libertà
della pratica religiosa. La libertà di religione, che non si riduce
alla semplice libertà di culto, è infatti uno degli aspetti
essenziali della libertà di coscienza, che è propria di ogni
persona ed è la pietra angolare dei diritti umani. E’
prendendo in considerazione questa esigenza che potrà essere
edificata una cultura della pace e della solidarietà fra gli
uomini, e tutti potranno impegnarsi risolutamente per costruire una
società sempre più fraterna, facendo tutto ciò che
è in loro potere per rifiutare qualsiasi forma di violenza, per
denunciare e respingere ogni ricorso alla violenza, che non può mai
avere delle motivazioni religiose, poiché essa offende
l’immagine di Dio nell’uomo. Sappiamo tutti che la violenza,
in primo luogo il terrorismo che colpisce ciecamente e fa numerose vittime
soprattutto tra gli innocenti, è incapace di risolvere i conflitti
e non può che mettere in moto l’ingranaggio mortale
dell’odio distruttore, a discapito dell’uomo e delle
società.



3. Spetta a noi tutti, in quanto
persone religiose, essere anzitutto educatori a favore della pace, dei
diritti dell’uomo, di una libertà rispettosa di ciascuno, ma
anche di una vita sociale sempre più forte, poiché
l’uomo deve prendersi cura dei propri fratelli e sorelle in
umanità, senza alcuna discriminazione. Nessuno può essere
escluso dalla comunità nazionale a motivo della razza, della
religione, né di qualunque altra caratteristica personale. Tutti
insieme, membri di tradizioni religiose diverse, siamo chiamati a
diffondere un insegnamento che onori ogni creatura umana, un messaggio
d’amore fra le persone e fra i popoli. Spetta a noi, in particolare,
formare in questo spirito le giovani generazioni che avranno la
responsabilità del mondo di domani. Prima di tutto le famiglie, poi
coloro che hanno responsabilità nel campo dell’educazione e
l’insieme delle Autorità civili e religiose, hanno il dovere
di curare la diffusione di un insegnamento giusto e di dare a ciascuno
un’educazione appropriata nei diversi campi menzionati, in
particolare un’educazione civica, che invita ogni giovane a
rispettare coloro che lo circondano ed a considerarli come fratelli e
sorelle con i quali è chiamato a vivere quotidianamente non
nell’indifferenza ma con attenzione fraterna. E’ più
che mai urgente insegnare alle giovani generazioni i fondamentali valori
umani, morali e civici, necessari tanto alla vita personale che a quella
comune. Ogni mancanza di civiltà deve essere occasione per
ricordare ai giovani ciò che ci si attende da loro nella vita
sociale. E’ in gioco il bene comune di ogni società e del
mondo nel suo insieme.



4. In questo spirito,
bisogna considerare importanti la continuazione e l’intensificazione
del dialogo fra cristiani e musulmani, nella sua dimensione educatrice e
culturale, perché si mobilitino tutte le forze a servizio
dell’uomo e dell’umanità, perché le giovani
generazioni non formino dei blocchi culturali o religiosi gli uni contro
gli altri, ma siano autentici fratelli e sorelle in umanità. Il
dialogo è uno strumento che ci può aiutare ad uscire dalla
spirale senza fine dei conflitti e delle molteplici tensioni che
attraversano le nostre società, perché tutti i popoli
possano vivere nella serenità e nella pace, nel rispetto reciproco
e nell’armonia fra le loro diverse componenti.



Per fare tutto ciò mi rivolgo con tutto il cuore
all’attenzione di tutti perché, attraverso incontri e momenti
di condivisione, cristiani e musulmani lavorino insieme, con reciproca
stima, in vista della pace e di un avvenire migliore per tutti gli uomini;
essi saranno, per i giovani d’oggi, un esempio da seguire ed
imitare. I giovani avranno allora una rinnovata fiducia nella vita sociale
e cercheranno d’inserirsi in essa prendendo parte alla sua
trasformazione. L’educazione e l’esempio saranno così,
per loro, fonte di speranza nel futuro.



5.
E’ questo l’ardente auspicio che condivido con voi: che
cristiani e musulmani sviluppino sempre più delle relazioni
amichevoli e costruttive per condividere le loro specifiche ricchezze, e
che essi vigilino in particolare sulla qualità della loro
testimonianza di credenti!



Vi rinnovo, cari amici
musulmani, i miei più fervidi auguri per la vostra festa e chiedo
al Dio della pace e della misericordia che doni a tutti voi buona salute,
serenità e prosperità.



Jean-Louis
Cardinale Tauran
Presidente


http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=2303

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_i\
nterelg_doc_20070928_ramadan2007_it.html





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Wed Oct 3, 2007 8:45 am

luisar2it
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